Secondo quanto rileva l’agenzia Reuters, gli attacchi dei droni alle raffinerie russe hanno colpito “circa il 17% della capacità di raffinazione della Russia a metà agosto, ovvero 1, 2 milioni di barili al giorno”. Un riscontro importante che “è salito al 21%, ovvero 1,4 milioni di barili al giorno, entro la fine dello stesso mese”. Lo riporta La Stampa che mette in evidenza come, sempre citando Reuters, “dall’inizio di agosto l’Ucraina ha lanciato almeno 58 attacchi contro importanti siti energetici russi”. Con l’aggiunta che ieri il governatore della regione russa di Orenburg affermava che un raid di droni ucraini aveva fatto scoppiare un incendio in un impianto di lavorazione del gas, ora “parzialmente danneggiato” dall’attacco. Ma spiega ancora il quotidiano torinese che, secondo Interfax, le autorità del Kazakhstan, citando a loro volta il colosso del gas russo Gazprom, hanno denunciato “una situazione di emergenza presso l’impianto di lavorazione del gas di Orenburg a causa di un attacco di droni” e hanno annunciato che “l’impianto russo ha temporaneamente interrotto la ricezione di gas grezzo dal giacimento di Karachaganak”.
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