“Lavoro per Matteo, lo aiuto, lo consiglio sulla politica estera”. Chi parla è Gianluca Savoini , ‘l’uomo del Metropol’, e Matteo è Salvini, leader della Lega. “Ci sentiamo spesso, ci incontriamo regolarmente. Mi ha chiesto di vederci appena posso, ma ora c’è il voto in Veneto e non voglio disturbarlo. Comunque, tutte le volte che parliamo, penso che sulla Russia abbiamo sempre avuto ragione noi”, confida nel colloquio con La Stampa. E spiega: “Quando noi leghisti andavamo lì, stringevamo rapporti, creavamo canali, lo facevamo per fare gli interessi dell’Italia. Ora nessun esponente politico italiano parla più con i russi”. Savoini racconta che era “ì due settimane fa” e aggiunge che i russi “non capiscono il nostro atteggiamento. Pensano che siamo ostaggio di Bruxelles”. E non capiscono “il motivo per cui abbiamo chiuso ogni rapporto con loro e non manteniamo, invece, una posizione equidistante”. E ancora: “L’Ucraina non era nostra alleata, non è nell’Unione europea, non è nella Nato. E anche i russi avevano i loro motivi. Non dico che abbiano ragione al 100 per cento e che lì ci sia il paradiso, sia chiaro. Altrimenti poi sembra che io voglia fare propaganda. Però…” Però “servirebbe un po’ di raziocinio, ma poi sento Crosetto sostenere che le cose che diciamo liberamente qui, in Russia non le potremmo dire”.
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