“Nelle previsioni odierne, le prospettive di crescita sono riviste significativamente al ribasso. Ciò è dovuto in gran parte all’indebolimento delle prospettive commerciali globali e alla maggiore incertezza delle politiche commerciali”. E’ quanto si legge nelle previsioni economiche di primavera della Commissione europea. “Le previsioni di primavera si basano su alcune ipotesi sui dazi commerciali. Nel modello si ipotizzava che i dazi sulle importazioni statunitensi di beni dall’Ue, e praticamente da tutti gli altri partner commerciali, rimanessero al 10%, il livello applicato il 9 aprile, ad eccezione dei dazi più elevati su acciaio, alluminio e automobili (al 25%) e delle esenzioni tariffarie su alcuni prodotti (prodotti farmaceutici e microprocessori). Si ipotizzava che i dazi bilaterali tra Stati Uniti e Cina fossero inferiori a quelli applicati il 9 aprile, ma sufficientemente elevati da comportare una significativa riduzione degli scambi bilaterali di merci tra Stati Uniti e Cina. Le aliquote tariffarie infine concordate da Cina e Stati Uniti il 12 maggio si sono rivelate inferiori a quelle ipotizzate, ma comunque sufficientemente elevate da non invalidare l’ipotesi di un impatto negativo sulle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina”, precisa la Commissione europea.
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