“Il tasso di implementazione del rapporto Draghi è un disastro, specialmente se pensiamo che molto probabilmente all’interno di quell’11% di misure adottate non c’è altro che gli obiettivi più semplici e a portata di mano”. Lo dice Jean Pisani-Ferry, esperto di politiche pubbliche ed economista di Sciences Po nonché ricercatore del Bruegel e a lungo consulente dei governi francesi fino alla prima fase di Macron. “La verità – aggiunge nell’intervista a Repubblica – è che l’attuazione del piano Draghi sta andando a passo di lumaca”. E ancora: “Nessuno nega che ci siano parti del rapporto più complesse da attuare, che richiedono riforme più profonde. È evidente però che di fronte all’urgenza di un’azione c’è invece un livello di ‘appropriazione’, di accettazione insomma, gravemente scarso in molti Stati. Al punto che neanche la Commissione stessa sembrapiù crederci. Manca la volontà politica. E questo è sconcertante e deludente nel momento in cui sarebbe necessario un progetto comune per superare il gap non solo tecnologico, ma finanziario e di sicurezza tra l’Europa e i concorrenti mondiali”.
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