“Vogliamo parlare del centro in Albania, un assurdo spreco di soldi e forze di polizia? O del caso Almasri? O del fatto che in politica estera sta con chi le fa comodo?”. Sono le domande, su Giorgia Meloni e il goiverno, che si pone e pone Matteo Renzi nell’intervista a Repubblica. “Era per Putin, poi si è schierata con Zelensky. È passata da Biden a Trump. L’altro giorno Vance ha fatto un attacco violentissimo all’Europa e lei lo ha giustificato sul Financial Times”, aggiunge. A Renzi questa Europa non piace “ma mi piace più questa Europa di questi Stati Uniti. Von der Leyen purtroppo non è De Gasperi, ma la verità è che Meloni guarda a Budapest, mentre noi guardiamo a Ventotene. Molti, anche a sinistra dicono a bassa voce: ‘Però è brava…'”. E ancora: “Se il paragone è Salvini sono tutti bravi. Ma i risultati non arrivano. Nel 2027 sarà un referendum su di lei: non ci possiamo dividere nel centrosinistra. Se lo facciamo ancora, come nel 2022, rivincono loro. Io lavoro per l’alternativa”.
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