“Il Governo Renzi aveva deciso che le Camere di commercio non potessero fare promozione diretta all’estero ma solo azioni di incoming, invitando operatori stranieri in Italia per conto delle nostre imprese. Un vincolo che resta, tuttavia, il ministro Tajani ha voluto ricomprendere il sistema camerale all’interno della squadra dell’export italiano sulla base del principio che se hai un giocatore in più, e per giunta di valore, meglio schierarlo in campo”. Così il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, in una intervista a Il Sole 24 Ore. “Grazie alla nostra presenza capillare sui territori (disponiamo di 60 camere di commercio in Italia, 83 all’estero in 64 paesi e 39 camere miste come quella italo-araba ad esempio), siamo convinti di essere tra i soggetti che meglio conoscono la piccola impresa italiana – aggiunge -. Attualmente l’Italia esporta beni e servizi per 650 miliardi di euro e siamo la quarta economia esportatrice al mondo alle spalle di Usa, Cina e Germania. Un risultato che ha dell’incredibile. Anni fa quando c’era la lira si diceva che l’Italia esportava solo grazie alla svalutazione della moneta. In anni recenti, e con l’euro che impedisce svalutazioni, abbiamo invece dimostrato di saper conquistare i mercati grazie alla qualità dei nostri prodotti. Ma adesso se vogliamo consolidare le posizioni raggiunte e sviluppare ulteriormente le nostre vendite all’estero dobbiamo coinvolgere di più il tessuto di piccole e medie imprese. E noi come Unioncamere possiamo dare un contributo importante in questo senso”.
A giugno 2026 si stima, per l’interscambio commerciale con i paesi extra Ue27i, una riduzione…
"Abbiamo deciso di utilizzare Safe chiedendo un intervento di 14,9 miliardi entro la fine dell'anno,…
"Per quanto riguarda la situazione Hormuz, intendiamo andare avanti in tutte le azioni a sostegno…
Una scossa di terremoto di magnitudo 7.1 è stata registrato nella prefettura di Kumamoto, in…
Eni ha raggiunto la Decisione Finale di Investimento (FID) per lo sviluppo del progetto Cronos,…