“La sua risposta è stata già molto forte, e mi ha stupito perché conosco la riservatezza dei banchieri centrali. Penso che a questo punto Trump non riuscirà a intimorirlo. Dovrà capire che la Fed non cambia posizione con un suo schiocco di dita, ma che gli ci vorrà una lunga marcia”. Lo dice Salvatore Rossi, ex direttore generale di Bankitalia in un colloquio con Repubblica parlando della situazione di Gerome Powell. Poi sulla tenuta della Fed aggiunge: “In un organo collegiale questa intimidazione così brutale può sortire qualche effetto. Qualcuno dei dodici potrebbe spostarsi un pochino più verso i desiderata del governo, perché il rischio di vedersi piovere sulla testa la galera non è banale. Ma Powell ormai è al di là di ogni possibilità di intimidazione. E questo potrebbe creare altri problemi a Trump”. E ancora: “A maggio scade il mandato di Powell come presidente, ma non come ‘governor’ della Fed. E se decidesse di non dimettersi da quel ruolo resterebbe con una voce assai autorevole nel comitato che decide la politica monetaria, e soprattutto impedirebbe alla Casa Bianca di nominare un ‘governor’ preso dall’esterno”. Infine Rossi dice: “Non ho dubbi che alla prima occasione la presidente della Bce, Christine Lagarde, ricorderà quanto sia importante l’indipendenza sua e dei suoi colleghi in tutto il mondo”.
Il Consiglio dei ministri, su proposta della Presidente Giorgia Meloni, del Ministro delle infrastrutture e…
"Nei giorni scorsi, in vari articoli, ho letto ricostruzioni un po’ semplificate e lontane dalla…
Un forte terremoto di magnitudo 7.0 ha colpito la regione cinese del Tibet nella tarda…
L’imprenditore italo-marocchino Abderrahim Naji ha vinto il “Premio Piano Mattei Africa” nell’ambito di “Visioni Made…
Risorse e “non promesse”. Giorgia Meloni spiega così la scelta del governo di varare un…
La fiducia dei consumatori peggiora a ottobre sia nell’Unione europea sia nell’area euro. Secondo la…