La vendemmia francese del 2026 dovrebbe portare a una produzione di 36,7 milioni di ettolitri, il 3% in più rispetto al 2025 ma ancora il 10% al di sotto della media del quinquennio 2021-2025. La stima è stata rivista al rialzo rispetto alle previsioni di ottobre, soprattutto grazie a rendimenti migliori delle attese in Languedoc-Roussillon e Charentes, bacini che rappresentano circa la metà del volume nazionale, oltre che in Champagne e nel Sud-Est. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento di Agreste, il servizio statistico del Ministero francese dell’Agricoltura, elaborato sulla base delle stime al primo novembre e delle prime dichiarazioni di raccolta. Il risultato della vendemmia resta tuttavia contenuto per effetto della riduzione delle superfici vitate in produzione e delle condizioni climatiche avverse. La siccità e le temperature elevate durante l’estate hanno penalizzato soprattutto i vigneti della metà settentrionale del Paese, mentre nelle aree meridionali le piogge arrivate dalla fine dell’estate, le riserve idriche accumulate nei suoli prima della stagione calda e, in alcune zone, il ricorso all’irrigazione hanno attenuato gli effetti della siccità.
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