Prosegue, in tono minore, l’attività effusiva dell’Etna iniziata il 1° gennaio alla bocca di quota 2100 metri sul livello del mare localizzata all’interno del settore nord-occidentale della Valle del Bove. In dettaglio, i dati della rete multiparametrica di monitoraggio dell’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv-Oe) hanno evidenziato che a partire dal 6 gennaio si è verificata una sensibile diminuzione del tasso effusivo alla bocca che ha prodotto l’arresto dei fronti lavici più avanzati localizzati fra i rilevi di Rocca Musarra e Rocca Capra, producendo un graduale arretramento del campo lavico attivo. In particolare, dai rilievi di terreno e con l’ausilio del drone realizzati dal personale dell’OE durante la giornata odierna è stato evidenziato che dalla bocca di quota 2100 metri viene emesse una colata lavica che si divide in due flussi principali subito ad est di M. Simone i cui i fronti lavici attivi si localizzano a una quota di circa 2000 metri e 1900 metri s.l.m.
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