“La nostra azienda nasce per la lavorazione e la trasformazione del pomodoro. Noi siamo i più grandi in Italia, da questo punto di vista, per la filiera integrata che abbiamo. Per noi è estremamente importante guardare al futuro e non si può pensare al futuro senza guardare alla terra dove tutto accade. Da questo punto di vista noi abbiamo iniziato molti anni fa con diversi interventi, partecipando alla SAI Platform e occupandoci fin da subito di certificazioni riguardanti la base agricola. Stiamo sempre più guardando a un detto riferito al maiale del quale ‘non si butta via niente’: l’idea è di utilizzare tutto e quindi di non disperdere valore. Quindi, sia nella parte di lavorazione, facendo per esempio le polpe, le passate e quindi utilizzando il più possibile tutte le parti del pomodoro, sia in quelle che vengono poi scartate, perché per selezionare la polpa e fare un prodotto di qualità si devono scartare le bucce insieme ai semi del pomodoro. Ad oggi gli scarti li utilizziamo per l’alimentazione animale o per la produzione di biogas. È proprio la valorizzazione di qualcosa che fa parte del nostro lavoro quotidiano”. Così Linda Avigni, Head of Innovation di Casalasco, ha spiegato ai giornalisti di GEA in che modo l’azienda pensa al futuro, nel rispetto dell’ambiente.
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