“L’Europa sta prendendo coscienza che bisogna confrontarsi con la realtà” e “in questo momento vive in una realtà che ha le guerre nel Mediterraneo, la questione russa e tre anni fa l’esplosione dei prezzi, che restano molto alti. Quindi, ha la necessità di coltivare o percorrere tutte le strade, da un lato per rispondere quantitativamente all’energia, dall’altro per intervenire sui prezzi”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine di Connact Energy ‘Energia: le politiche Ue per rilanciare la competitività industriale e ridurre i costi per le famiglie‘, organizzato a Roma in collaborazione con il Parlamento europeo e la Commissione Ue. “Nella risposta quantitativa, come Paese, noi ci siamo – ha aggiunto -. È chiaro che un minimo movimento può avere conseguenze sui prezzi” e questo significa “subire le conseguenze come Paese. La preoccupazione ad oggi da parte nostra è più sui prezzi che sulla quantità. Stiamo chiedendo a livello europeo il massimo della flessibilità, l’Europa sia è resa conto che bisogna dare anche produzione di continuità, che in questo caso sono l’apertura al nucleare, una spinta forte all’idrogeno. Ci sono delle aperture che verranno nei prossimi mesi, speriamo siano concrete, con i piedi per terra”.
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