“Abbiamo una dipendenza dalle materie critiche importante, il 31% del Pil del nostro Paese dipende direttamente o indirettamente da esse. Abbiamo soluzioni a disposizione, come il recupero dei RAE. Organizzando i consorzi in maniera più efficiente ed efficace, evitiamo una tassa che l’Europa ci applicherà, pari a 2,6 miliardi, a partire dal 2026”. Lo ha spiegato, nel corso di Ecomondo 2025, Luca Dal Fabbro, presidente del Gruppo Iren.
“Occorre quindi investire in nuovi impianti e in una raccolta sempre più efficace – ha aggiunto –. Oggi raccogliamo il 30% dei RAE. Per arrivare al 100% occorre organizzare consorzi molto più efficienti, sviluppare nuova impiantistica e stabilire partnership internazionali per l’importazione. Perciò, il Piano Mattei può essere essenziale in questo contesto”.
“Iren è il front runner, l’azienda più avanzata del Paese, per quanto riguarda le materie prime critiche. Ha iniziato a lavorare sulla nuova impiantistica tre anni fa, prima ancora dell’Europa e prima ancora delle istituzioni. Il Gruppo rappresenta in Europa probabilmente il settore industriale più avanzato per il recupero di tali materie. Iren si candida, ma ha già vinto, al ruolo di leading industry in questo ambito, che sarà essenziale per i prossimi anni”, ha concluso il presidente di Gruppo Iren.
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