Prosegue l’attività di controllo dell’Amministrazione finanziaria sul Superbonus, con verifiche che si stanno concentrando soprattutto sulle imprese che hanno applicato lo sconto in fattura e sui general contractor coinvolti negli interventi edilizi.
La recente Risoluzione n. 17/E/2026 ha segnato un parziale cambio di rotta, ma non ha rallentato l’intensificarsi delle attività ispettive.
Le verifiche si stanno ora spostando su aspetti particolarmente delicati, come la reale tempistica di esecuzione dei lavori, la gestione degli stati di avanzamento e la corretta imputazione delle spese tecniche.
“Un approccio che si scontra con l’impostazione prevista dalla normativa. L’articolo 121 del Dl n. 34/2020 – evidenzia Rosa Santoriello, consigliera d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – attribuisce il recupero dell’agevolazione principalmente al beneficiario della detrazione, lasciando responsabilità a fornitori e cessionari solo in caso di dolo o colpa grave. Anche l’Agenzia delle Entrate aveva chiarito questo principio, ma nei fatti i controlli si stanno concentrando soprattutto sulle imprese e sui general contractor coinvolti nei lavori”.
“Un altro fronte di verifica riguarda le spese tecniche per asseverazioni e visti di conformità ri-addebitate dai general contractor. Secondo l’orientamento emerso nei controlli – prosegue Santoriello – tali costi sarebbero detraibili solo se il professionista risulta già pagato al momento del riaddebito”.
Una lettura contestata dagli operatori, secondo cui, in caso di sconto in fattura, la spesa si considera sostenuta già con l’emissione della fattura dell’appaltatore.
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