“Per quanto riguarda l’opera di ricostruzione, in consiglio dei ministri oggi se ne farà cenno, ma solo per una parte di carattere amministrativo, invece il ministero sta lavorando per semplificare il quadro normativo. Non è possibile che in Italia un’opera di ricostruzione dopo una calamità, non importa se frana, alluvione o terremoto, possa durare anche 60-70 anni. Lei pensi che nella Valle del Belice in Sicilia ancora i sindaci lamentano il mancato completamento della fase di ricostruzione, eppure quel disastroso terremoto è avvenuto nel gennaio del 1968. L’obiettivo, fra i tanti, è quello di dover limitare l’opera di ricostruzione, almeno per la parte che riguarda il sostegno finanziario del denaro pubblico. Siamo orientati a prevedere un lasso di tempo non superiore a 10 anni. Significa che se gradualmente il piano di ricostruzione, con le sue scadenze, non dovesse essere rispettato, chi viene chiamato a compiere questa operazione viene sollevato dall’incarico e non pensiamo di dover escludere poteri sanzionatori. Non è possibile che un’opera di risanamento, la necessità di restituire normalità a una comunità colpita da una calamità, debba non avere tempo, debba non seguire il calendario. Dobbiamo fissare regole rigorose”. Lo dice, intervistato da Gea, il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci.
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