Per i farmaci in Europa “ci sono difficoltà, visto il mercato frammentato, e alcune lungaggini regolatorie nei percorsi di approvazione che rendono meno competitiva la nostra struttura economica”. Dobbiamo intervenire trasformando ciò che è stato scritto nei vari documenti, e passare dalle parole ai fatti”. Lo spiega Fabrizio Conicella, vicepresidente e responsabile del Center of open innovation and competence del Gruppo Chiesi, intervenuto a ‘Il rilancio della competitività europea attraverso il settore farmaceutico’, un evento organizzato a Roma da Connact in collaborazione con il Parlamento europeo.
“Per farlo – prosegue – non può esserci l’intervento di un singolo Paese, deve essere fatto a livello geografico, su questo l’Europa ha un ruolo essenziale. E bisogna farlo in fretta, perché la perdita di terreno sul numero di molecole candidate, clinical trial e pazienti che hanno accesso a terapie innovative è veramente impressionante. Va fatto in modo rapido e coerente, mettendo in grado startup, imprese e università di poter sfruttare le potenzialità esistenti. L’Ue è comunque una potenza su ricerca di base e ancora possibilità di rincorsa su Cina e Usa”.
Prosegue l’attività di controllo dell’Amministrazione finanziaria sul Superbonus, con verifiche che si stanno concentrando soprattutto…
L'Italia abbandona la posizione di attesa sul nucleare, per il governo il ritorno all'atomo è…
Il leader russo Vladimir Putin si recherà in visita a Pechino la prossima settimana, pochi…
I metalli preziosi hanno chiuso la settimana sotto forte pressione, con l’argento in netto calo…
I team economici e commerciali di Cina e Stati Uniti "lavoreranno per espandere gli scambi…
“L’idea che mi sono fatto” del Ddl nucleare “è che i tempi sono lunghi. È…