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Scordamaglia (Filiera Italia): Ue centrale per sfida sicurezza alimentare

“Oggi abbiamo una sfida globale che è la sicurezza alimentare rispetto alla quale l’Europa ha un ruolo assolutamente centrale a livello internazionale”. Così Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia, a margine dell’annual meeting di Connact, la piattaforma di eventi che favorisce il confronto tra soggetti privati e istituzioni, che si è svolto a Bruxelles. “Non si può quindi non aumentare i fondi della Pac – ha aggiunto – erosi già in buonissima parte dall’inflazione durante l’ultima tornata per oltre 85 miliardi di euro, quindi una Pac che vada solo a chi produce effettivamente e lo fa in maniera sostenibile come abbiamo sempre fatto”. In merito agli accordi bilaterali internazionali, ha detto Scordamaglia, “siamo sempre stati a favore, ma devono essere l’opposto di quelli del Mercosur: non si possono firmare di notte da carbonari, come ha fatto la presidente von der Leyen, bisogna firmarli in maniera unitaria e consapevoli mettendo alla base la reciprocità delle regole nell’interesse di produttori e consumatori. Da ultimo, un impegno per migliorare la dieta alimentare dei nostri cittadini, evitare la diseguaglianza alimentare che è in crescita contrastando sempre i cibi artificiali sintetici a base chimica e dando invece un’educazione alimentare sugli ingredienti dei cibi naturali legati indissolubilmente alla nostra agricoltura”.

“Gli ultimi dati che sono emersi – ha detto Scordamaglia – hanno dimostrato come sia proprio la filiera agroalimentare a trainare il nostro Paese. La produzione alimentare del 2024 è stata +1,7% contro un manufatturiero crollato del 3,3% e previsioni analoghe si possono fare anche per il 2025. Tra l’altro il manifatturiero è trainato a sua volta dall’agrobusiness. Quindi” è necessario “mettere al centro la nostra filiera agroalimentare, sostenerne la competitività a livello internazionale, aumentando il sostegno all’export in contrasto all’italian sounding e formando i nostri cittadini, aumentando il loro potere di acquisto” perché “oggi nel nostro Paese abbiamo un problema di diseguaglianza crescente che se si trasforma in disuguaglianza alimentare con oltre 6 milioni di poveri alimentari è veramente un problema. Quindi più soldi nelle tasche delle famiglie meno abbienti per rilanciare i consumi interni e sostegno all’export che invece è già trainante”.

Elena Fois

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