L’inquinamento ambientale uccide. A Firenze i medici cercano soluzioni

Di fronte alla crisi climatica e all’inquinamento ambientale i medici non possono stare a guardare”. È stato chiaro il presidente dell’Ordine dei Medici di Firenze, Piero Dattolo, nel parlare delle conseguenze del cambiamento climatico sulla pelle degli italiani nel corso di uno degli appuntamenti periodici durante i quali medici specialisti di medicina generale e del territorio si ritrovano per affrontare temi che riguardano il loro lavoro e la salute della popolazione. “L’inquinamento ambientale – ha continuato Dattolo – determina direttamente patologie tumorali, cardiovascolari, polmonari ed anche mentali”.

La situazione attuale, aggravata dall’emergenza siccità che ha preso di mira l’Italia (e anche l’Europa), conduce i medici fiorentini a porsi la fatidica domanda: “Cosa possiamo fare per fronteggiare la crisi climatica?”. La risposta del presidente è nitida: per prima cosa, occorre “essere consapevoli e fare da portavoce verso i pazienti di quali sono e saranno le conseguenze sulla salute della popolazione” rimanendo, tuttavia, parte attiva nel movimento per la giustizia climatica. Tra le priorità si fa strada anche la necessità di sensibilizzare la comunità sull’adozione di stili di vita sostenibili e quella di “esigere interventi strutturali urgenti che mirino a costruire un modello di società e di sviluppo che salvaguardino l’ambiente e la vita delle persone”, la sottolineatura di Dattolo.

E le previsioni per il prossimo futuro sono ancora più allarmanti: “L’aumento delle temperature di cui siamo spettatori negli ultimi decenni, porterà presto ad un innalzamento del livello dei mari che cancellerà le città costiere, alla morte delle barriere coralline, a periodi di siccità che cancelleranno le coltivazioni”. L’aria è irrespirabile già in molte regioni. “Questo porterà – ancora prima che il primo secolo del 2000 si sia potuto concludere – all’emigrazione di masse enormi di persone dalle loro case”. Sembra quasi un paradosso. Scapperemo per sfuggire a eventi meteorologici estremi causati da noi stessi. E ancora una volta la morale della favola ci insegna a fare attenzione, perché la vita dipende totalmente dalle nostre scelte.

Nadia Bisson

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