La calotta glaciale Antartica si è assottigliata di 450 metri in 200 anni

Ricercatori dell’Università di Cambridge e del British Antarctic Survey hanno scoperto la prima prova diretta che la calotta glaciale dell’Antartide occidentale si è ridotta improvvisamente e drammaticamente alla fine dell’ultima era glaciale, circa ottomila anni fa. Le prove, contenute in una carota di ghiaccio, dimostrano che in un punto la calotta glaciale si è assottigliata di 450 metri – più dell’altezza dell’Empire State Building – in poco meno di 200 anni. Le carote sono costituite da strati di ghiaccio che si sono formati con la caduta della neve e sono stati poi sepolti e compattati in cristalli nel corso di migliaia di anni. All’interno di ogni strato sono intrappolate bolle di aria antica e contaminanti che si sono mescolate con le nevicate di ogni anno, fornendo indizi sul cambiamento del clima e sull’estensione del ghiaccio.

Ora gli scienziati temono che l’aumento costante delle temperature possa in futuro destabilizzare parti della calotta glaciale dell’Antartide occidentale, superando potenzialmente il punto di rottura e provocando un crollo improvviso. Il nuovo studio, pubblicato su Nature Geoscience, fa luce sulla velocità con cui i ghiacci antartici potrebbero sciogliersi se le temperature continuassero a salire. Le calotte antartiche, da ovest a est, contengono abbastanza acqua dolce da innalzare il livello globale del mare di circa 57 metri. Quella dell’Antartide occidentale è considerata particolarmente vulnerabile perché gran parte di essa poggia su un basamento che si trova sotto il livello del mare.

Le previsioni dei modelli suggeriscono che gran parte della calotta potrebbe scomparire nei prossimi secoli, causando l’innalzamento del livello del mare. Tuttavia, non si sa con esattezza quando e quanto velocemente il ghiaccio potrebbe scomparire.

Ora abbiamo la prova diretta che questa calotta glaciale ha subito una rapida perdita di ghiaccio in passato“, spiega Eric Wolff, autore senior del nuovo studio del Dipartimento di Scienze della Terra di Cambridge. “Questo scenario – aggiunge – non esiste solo nelle previsioni dei nostri modelli e potrebbe ripetersi se alcune parti di questa calotta glaciale diventassero instabili“.

Chiara Troiano

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