Dal 1° gennaio 2026 è cambiato il trattamento fiscale dei buoni pasto elettronici. Come stabilito dalla Manovra di Bilancio appena approvata, la soglia di non impunibilità sale infatti da 8 a 10 euro al giorno, consentendo ai datori di lavoro di riconoscere un valore più elevato ai dipendenti senza far scattare tassazione IRPEF e contributi previdenziali.
“Tale beneficio, però, non è automatico. La norma non impone alle aziende di aumentare il valore dei ticket, ma si limita ad ampliare la franchigia fiscale. In altre parole – sottolinea Fedele Santomauro, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – i datori di lavoro potranno continuare a erogare buoni da 8 euro, o anche di importo inferiore, oppure decidere di salire fino a 10 euro restando interamente all’interno dell’area di esenzione”.
Va chiarito che l’innalzamento della soglia riguarda esclusivamente i buoni pasto elettronici. I ticket cartacei restano fermi al limite di esenzione di 4 euro al giorno, senza alcuna modifica.
Per le imprese, diventa più conveniente riconoscere un buono di importo maggiore senza trasformarlo in retribuzione imponibile.
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