La fase operativa del Piano Transizione 5.0 è ufficialmente entrata nel vivo. È ora possibile per le imprese che hanno presentato domande tecnicamente ammissibili dopo il 6 novembre 2025 trasmettere le comunicazioni successive attraverso la piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici (GSE). Tale avanzamento non equivale però al riconoscimento automatico del credito d’imposta. L’iter per ottenere il credito d’imposta si articola in tre passaggi distinti.
“In primis, le imprese devono presentare una comunicazione preventiva accompagnata dalla certificazione ex ante, che attesta la riduzione dei consumi energetici ottenibile grazie agli investimenti programmati. Seguono – ha evidenziato Guido Rosignoli, vicepresidente della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – una comunicazione di conferma del credito prenotato, subordinata al versamento di un acconto pari almeno al 20% del costo dell’investimento e la comunicazione di completamento del progetto, corredata dalla certificazione ex post. Quest’ultima dovrà essere inviata entro il 28 febbraio 2026”.
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un’importante novità per il sistema degli incentivi agli investimenti, reintroducendo l’iperammortamento per i beni materiali e immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese.
“La misura si applica agli investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. La maggiorazione del costo degli investimenti – conclude Rosignoli – varia in base agli scaglioni: 180% fino a 2,5 milioni di euro, 100% per la quota compresa tra 2,5 e 10 milioni e 50% per gli importi tra 10 e 20 milioni di euro”.
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