GRAFICO MANO TABULATI BORSA ECONOMIA FINANZA ASCESA PIL PROFITTI EXTRA EXTRAPROFITTI
L’economia italiana continua a crescere, ma a un ritmo moderato. Nel secondo trimestre il Pil è aumentato dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, confermando la fase espansiva iniziata nel terzo trimestre del 2025. La crescita acquisita per il 2026 è pari allo 0,8%. A sostenere l’attività sono stati soprattutto consumi e investimenti, mentre la domanda estera netta ha sottratto 0,3 punti alla variazione del prodotto.
È quanto emerge dalla ‘Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana’ di settembre dell’Istat. I consumi delle famiglie e delle istituzioni sociali private sono aumentati dello 0,4% nel secondo trimestre, dopo il +0,5% dei primi tre mesi, con una crescita dello 0,9% per i beni durevoli. Gli investimenti sono saliti dello 0,3%, grazie soprattutto al +7,4% di fabbricati non residenziali e altre opere e al +1% dei prodotti di proprietà intellettuale. Sono invece diminuiti del 7% gli investimenti residenziali e del 2,3% quelli in macchinari, attrezzature e armamenti.
Dal lato dell’offerta, il valore aggiunto dell’industria in senso stretto è diminuito dell’1%, mentre costruzioni e servizi hanno registrato rispettivamente un aumento dell’1,5% e dello 0,4%. Tra i servizi, informazione e comunicazione hanno segnato +1,2%, commercio, trasporto, alloggio e ristorazione +0,7%.
A luglio è arrivato però un segnale positivo dall’industria: la produzione è aumentata dello 0,7% su base mensile, dopo il -0,2% di maggio e il -1,1% di giugno. La crescita ha riguardato soprattutto i beni di consumo, saliti del 2,1%, mentre l’energia è diminuita dello 0,9%. Anche la fiducia delle imprese è migliorata ad agosto, soprattutto nelle costruzioni e nei servizi di mercato.
Un contributo importante continua ad arrivare dall’export. Nel primo semestre le esportazioni italiane sono cresciute del 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre le importazioni sono aumentate del 4,3%. Particolarmente forte la crescita delle vendite verso la Cina, +19%, e verso la Svizzera, +39,3%. Negli Stati Uniti l’export è salito del 2%, mentre le importazioni sono aumentate del 21,7%, riducendo il surplus commerciale con Washington a 17,7 miliardi dai 20,3 miliardi di un anno prima. Tra i comparti manifatturieri spiccano metallurgia, +28,9%, e coke e prodotti petroliferi raffinati, +23,3%.
Il mercato del lavoro mantiene inoltre una dinamica favorevole. A luglio gli occupati sono rimasti stabili a 24,37 milioni, con un tasso di occupazione del 63,2%, mentre la disoccupazione è scesa al 5,8%. Nel trimestre maggio-luglio l’occupazione è aumentata dello 0,4%, con 91mila occupati in più. Nel confronto con luglio 2021 gli occupati sono invece aumentati di 1,6 milioni, mentre il tasso di occupazione è cresciuto di 4,4 punti. Nello stesso periodo il peso dei dipendenti permanenti è salito dal 65,4% al 68%.
Resta invece elevata la dinamica dei prezzi. Ad agosto l’inflazione è salita al 3,3% su base annua, dal 2,9% di luglio, mentre l’indice armonizzato è passato al 3,2%. A spingere l’accelerazione sono soprattutto gli energetici, i cui prezzi sono aumentati del 17% su base annua e del 2,8% rispetto a luglio. Più contenuta l’inflazione di fondo, pari all’1,5%. Anche i prezzi alla produzione dell’industria hanno accelerato, segnando a luglio un aumento annuo del 7,8%, dal +5,8% di giugno, con l’energia a +21,8%.
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