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Entrano ufficialmente in vigore in Usa i dazi sui pacchi postali: imposte dal 10% al 50%

Fine dell’esenzione dai dazi doganali per tutti – o quasi – i piccoli pacchi in entrata negli Stati Uniti. Finora era possibile spedire per posta pacchi di valore inferiore a 800 dollari senza dover pagare sovrattasse al loro ingresso sul suolo americano, ma d’ora in poi saranno esentati solo i pacchi non commerciali contenenti “regali” di valore inferiore a 100 dollari Con un decreto firmato il 30 luglio, Donald Trump, aveva spiegato di voler “porre fine a una falla catastrofica utilizzata, tra l’altro, per eludere i dazi doganali e spedire oppioidi sintetici e altri prodotti pericolosi”.

Secondo l’Agenzia per la protezione delle frontiere (Cbp), i piccoli pacchi contengono il 98% dei narcotici, il 97% dei prodotti contraffatti e il 70% dei prodotti pericolosi per la salute sequestrati nel corso del 2024. “Colmare questa lacuna consentirà di salvare migliaia di vite riducendo il flusso di stupefacenti e prodotti pericolosi e proibiti”, ha assicurato un funzionario americano durante una conferenza stampa.

Il numero di pacchi postali è esploso negli Stati Uniti, passando, secondo i dati del governo, da 134 milioni di unità nel 2015 a oltre 1,36 miliardi nel 2024. D’ora in poi, ad eccezione dei “regali” di valore inferiore a 100 dollari, saranno soggetti agli stessi dazi doganali di qualsiasi altra importazione, ovvero un minimo del 10%, o del 15% per quelli provenienti dai paesi dell’Unione Europea (Ue) e fino al 50% per India e Brasile.

Ancor prima della sua entrata in vigore, la misura ha iniziato a perturbare la spedizione di pacchi verso gli Stati Uniti. Martedì, l’Unione postale universale (Upu) ha comunicato che 25 paesi hanno deciso di sospendere le consegne verso gli Stati Uniti a causa delle incertezze. Tra i servizi postali che hanno fatto questa scelta figurano quelli di numerosi paesi europei, tra cui Germania, Francia e Italia, ma anche India, Giappone, Australia e Messico. Il motivo addotto è la brevità del termine per l’attuazione della misura, mentre il testo prevede che spetti ai “vettori e alle altre parti autorizzate riscuotere in anticipo dai mittenti i dazi doganali”, prima di versarli alle autorità statunitensi, secondo l’Upu.

“In assenza di ulteriori informazioni sulle condizioni tecniche di spedizione dei pacchi verso gli Stati Uniti da parte della dogana americana, non abbiamo altra scelta che sospendere temporaneamente tali spedizioni”, ha confermato all’AFP un responsabile di La Poste in Francia. Ma per il governo, “i servizi postali stranieri devono riprendere il controllo e l’utilizzo della posta internazionale al fine di combattere il traffico illecito ed evitare i dazi doganali”, assicurando che la fine dell’esenzione “non è una sorpresa per nessuno”, secondo un responsabile. I “de minimis” erano già oggetto di particolare attenzione sotto il precedente governo di Joe Biden, che aveva avviato una prima indagine sull’argomento. Trump aveva pubblicato un primo decreto che riguardava specificamente i piccoli pacchi provenienti dalla Cina, la maggior parte di quelli che entrano negli Stati Uniti, spediti in particolare da venditori come Temu, Shein o AliExpress.

Elena Fois

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