Fincantieri triplica utile semestrale a 102 milioni. Confermata la guidance

I primi sei mesi del 2026 di Fincantieri si chiudono con un utile netto di 102 milioni di euro, circa tre volte superiore al risultato del primo semestre 2025, pari a 35 milioni. Questa performance consente al Gruppo di avvicinarsi già a fine giugno all’utile netto record registrato nell’intero esercizio 2025 di 117 milioni. Il risultato riflette l’andamento positivo del business e una forte espansione dei margini. Al 30 giugno 2026, i ricavi risultano stabili su base annua a circa 4,6 miliardi, registrando al contempo una significativa accelerazione nel secondo trimestre 2026, coerente con il previsto incremento dei volumi di produzione per lo sviluppo del backlog già acquisito. Tale accelerazione assorbe integralmente l’effetto di comparazione determinato dal confronto con un primo semestre 2025 che includeva la componente one-off relativa all’ordine per due unità PPA/MPCS per la Marina Militare indonesiana. Fincantieri conferma quindi la guidance per il 2026 comunicata in occasione della presentazione dei risultati del primo trimestre 2026: ricavi a circa 9,3-9,4 miliardi di euro; EBITDA tra 700 e 710 milioni; EBITDA margin al 7,5% circa; utile netto tra 140 e 180 milioni; rapporto PFN adjusted / EBITDA a 2,0x (1,3x includendo l’aumento di capitale completato a febbraio 2026).

I risultati del primo semestre 2026 confermano che la crescita di Fincantieri è sempre più accompagnata da una forte espansione della redditività e della capacità di generare valore. L’utile netto, quasi triplicato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, testimonia l’efficacia del percorso intrapreso e la nostra capacità di tradurre la profonda visibilità del portafoglio ordini in risultati concreti“, afferma Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri. “Stiamo costruendo una Fincantieri sempre più capace di coniugare scala industriale, innovazione e capacità di esecuzione. È questa la direzione che ci consentirà di continuare a rafforzare la nostra leadership e di cogliere le opportunità offerte dall’evoluzione dei mercati in cui operiamo”, aggiunge. Nessuna preoccupazione per quanto riguarda le decisioni dell’Italia sui fondi Safe, spiega Folgiero agli analisti: “Ritengo che la traiettoria della spesa pubblica italiana per la difesa sia indipendente dall’adozione del Safe. Sono fermamente convinto che, come sapete, sia già prevista, sia per il 2026 che, in particolare, per il 2027. E, ribadisco, il Safe riguarda il modo in cui si intende finanziare tutto ciò, ovvero se si desidera avere accesso a uno strumento finanziariamente vantaggioso in termini di costo del denaro e di scadenze oppure no. Quindi, la mia posizione è che l’andamento è già delineato e rimarrà tale. Per quanto riguarda specificamente gli ordini a cui puntiamo per il 2026, che sono quelli che in qualche modo stiamo perseguendo e di cui ne abbiamo condivisi più di uno con il mercato, tali ordini non sono necessariamente legati alla decisione del governo di adottare o meno questo strumento finanziario. Quindi, è importante, è molto importante, c’è un ampio dibattito, ma alla fine dei conti non cambia molto ciò che accadrà per noi nel 2026. E per gli anni a venire, l’aumento della spesa è chiaro, previsto e confermato dal governo in diverse occasioni sia sulla scena nazionale, direi, sia su quella internazionale”.

Il miglioramento della redditività conseguito dal Gruppo nel corso del semestre è stato sostenuto principalmente dal forte aumento della marginalità nel segmento Shipbuilding, frutto delle iniziative di efficienza operativa riflesse nel Piano Industriale, e da un business mix più favorevole, caratterizzato dal crescente contributo del segmento Underwater. Nello specifico, l’EBITDA raggiunge 350 milioni di euro, in aumento del 12,5% rispetto al primo semestre 2025, con un EBITDA margin del 7,6%, in crescita di circa 0,8 punti percentuali rispetto al periodo corrispondente del 2025. Il positivo andamento operativo è stato accompagnato dalla riduzione degli oneri finanziari relativi all’indebitamento, a conferma del trend già registrato nei precedenti trimestri, dal minore impatto degli oneri netti relativi ai contenziosi per danni da amianto e dai proventi realizzati dalla cessione di partecipazioni in joint venture non strategiche.

La performance commerciale nel primo semestre 2026 conferma il macrotrend di crescita in tutti i segmenti, con un carico di lavoro complessivo che raggiunge circa 74 miliardi di euro, in crescita del 17,0% rispetto al 31 dicembre 2025 e pari a 8,0 volte i ricavi del 2025. Il backlog si attesta a euro 43,0 miliardi, in crescita del 4,7% rispetto al 31 dicembre 2025, con 92 navi in portafoglio e consegne previste fino al 2036 (2039 considerando l’ordine per Princess Cruises siglato ad aprile 2026), mentre il soft backlog è pari a 30,9 miliardi. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati finalizzati nuovi ordini per 6,1 miliardi di euro, principalmente relativi a contratti firmati in periodi precedenti e divenuti efficaci. Tale ammontare non riflette i contratti, sottoscritti nel periodo, che al 30 giugno 2026 risultano ancora soggetti a finanziamento e pertanto non efficaci.

Chiara Troiano

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