L’interruzione del commercio dallo Stretto di Hormuz “sta innescando uno degli shock più gravi ai flussi globali di materie prime degli ultimi anni, con significative implicazioni per la sicurezza alimentare, la produzione agricola e i mercati globali”. Lo ha dichiarato nelle scorse ore il capo economista della Fao, Máximo Torero, sottolineando che gli effetti della crisi “varieranno a seconda dei cicli colturali e della dipendenza dalle importazioni”, tra cui fertilizzanti. La lista dei Paesi attualmente più vulnerabili include: Sri Lanka, dove è in corso la raccolta del riso Maha; Bangladesh, attualmente nel periodo critico della stagione del riso Boro; l’India, che si trova ad affrontare una riduzione della produzione interna di fertilizzanti in vista della stagione Kharif; Egitto, altamente esposto a causa della dipendenza dalle importazioni di grano; Sudan, già alle prese con una grave insicurezza alimentare; Somalia, Kenya, Tanzania e Mozambico, che sono particolarmente esposti a causa dell’elevata dipendenza dalle importazioni di fertilizzanti.
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