La Cina avvia un’indagine antidumping sui semi di colza canadesi

La Cina ha annunciato martedì l’avvio di un’indagine antidumping sui semi di colza canadesi, come apparente ritorsione per gli ingenti dazi imposti da Ottawa sui veicoli elettrici cinesi importati. Alla fine di agosto, il primo ministro canadese Justin Trudeau ha annunciato una sovrattassa del 100% sulle importazioni di veicoli elettrici cinesi a partire da ottobre, in nome di una presunta “concorrenza sleale”. Ha inoltre dichiarato che Ottawa avrebbe imposto una sovrattassa del 25% sulle importazioni cinesi di acciaio e alluminio a partire dal 15 ottobre.

In una nota di oggi, il ministero del Commercio cinese ha dichiarato che “aprirà un’indagine antidumping sui semi di colza importati dal Canada”. In realtà, l’indagine riguarda principalmente la “canola”, una pianta affine alla colza e prodotta in Canada. Viene utilizzata principalmente come olio alimentare. Secondo Pechino, le esportazioni di colza canadese in Cina “sono aumentate in modo significativo”, per un valore di 3,47 miliardi di dollari (3,14 miliardi di euro) nel 2023, con prezzi che “hanno continuato a scendere”. Per il ministero, gli esportatori canadesi sono quindi “sospettati di dumping” sul mercato cinese. Questa pratica consiste nel vendere all’estero a prezzi inferiori a quelli del mercato interno, distorcendo così la concorrenza.

“Colpite dalla concorrenza sleale canadese, le industrie cinesi legate alla colza continuano a subire perdite”, ha sottolineato il ministero, che sta valutando di portare la questione all’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). La Cina “adotterà tutte le misure necessarie per difendere i diritti e gli interessi legittimi” delle sue aziende.

Le relazioni tra Ottawa e Pechino sono ai ferri corti da diversi anni, in particolare dalla crisi di Huawei e dall’arresto nel 2018 di Meng Wanzhou, il direttore finanziario del gruppo cinese, seguito dall’incarcerazione in Cina di due cittadini canadesi.

Gli Stati Uniti e l’Unione europea (Ue) hanno inoltre imposto dazi doganali rispettivamente del 100% e fino al 36% sui veicoli elettrici cinesi. Bruxelles ritiene che i prezzi siano artificialmente bassi a causa di sussidi statali che distorcono il mercato e danneggiano la competitività dei produttori europei.

Elena Fois

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