Il petrolio sale di oltre il 4% sui timori per le forniture dal Medio Oriente, con il Brent a 104,5 dollari al barile (+4,3%) e il Wti a 92 dollari (+4,3%). A sostenere i prezzi sono l’aumento degli attacchi alle navi nel Golfo e nello Stretto di Hormuz, il taglio della produzione Usa per l’arrivo di un uragano e le indiscrezioni su una possibile ripresa delle operazioni militari americane contro l’Iran. Secondo Societe Generale, un eventuale divieto Usa alle esportazioni di diesel potrebbe inoltre avere l’effetto opposto a quello perseguito, comprimendo i margini delle raffinerie, riducendo la produzione e spingendo successivamente verso l’alto i prezzi.
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