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Stellantis, Lodi-D’Alessio (Fiom): E’ necessario fermare la grande fuga

“Mentre in Italia l’indotto dell’auto, legato prevalentemente a Stellantis, soffre una crisi profondissima, con centinaia di aziende che sopravvivono solo grazie ad un massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali, Stellantis, della quale Exor è il principale azionista, organizza per il 2 febbraio a Torino un incontro con i fornitori operanti nel settore dell’auto”. Lo dichiarano in una nota congiunta Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità e Ciro D’Alessio, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil. “L’obiettivo dell’iniziativa chiamata ‘Stellantis Algeria meets Turin companies’, è quella di spingere le aziende della componentistica ad investire in Algeria per creare un vero e proprio indotto intorno allo stabilimento di Tafaroui, dove Stellantis, a fronte di investimenti consistenti e l’assegnazione di sei nuovi modelli punta a produrre, a partire dal 2026, 90.000 vetture all’anno – proseguono -. Come Fiom-Cgil abbiamo più volte denunciato, e questa iniziativa è un’ulteriore conferma, che Stellantis ha scelto di fare i veri investimenti, quelli che garantiscono volumi e livelli occupazionali, fuori dal nostro Paese. Va ricordato che oltre agli investimenti in nord Africa sono stati annunciati oltre 13 miliardi di investimenti negli USA che determineranno migliaia di posti di lavoro anche nell’indotto. Al netto dei molti annunci e qualche importante novità come il lancio della 500 ibrida a Mirafiori e la nuova Compass a Melfi, comunque non sufficienti a saturare e a dare prospettiva ai due stabilimenti, per l’Italia manca un vero e proprio piano industriale che possa garantire la piena attività e l’occupazione dei nostri stabilimenti. Cassino, Termoli e Pomigliano attendono urgentemente risposte – continuano gli esponenti Fiom -. Ora che l’Ue sta modificando il percorso di transizione verso l’elettrico (commettendo probabilmente un grave errore di strategia e politica industriale), Stellantis non ha più alibi. E’ necessario che il nuovo piano industriale anticipi i lanci già annunciati a dicembre 2024 e li integri con ulteriori investimenti a partire dalla ricerca e sviluppo e dalla gigafactory a Termoli”. (Segue)

redazione

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