Il harakiri sui giacimenti di gas e il ‘nuclearino’ di Cingolani

Il Governo ci sta provando a escludere la Russia dal sudoku delle commesse energetiche. E come? Così: attraverso la diversificazione dei fornitori e, soprattutto, delle fonti. Nel dettaglio: andando a bussare ad altri Paesi (in particolare Algeria, Qatar e Azerbaijan), abbracciando in maniera ancora più soffocante le rinnovabili, spingendo in chiave futuribile su idrogeno verde e biometano, ma anche riattivando le centrali a carbone, alla faccia della neutralità rincorsa e millantata in questi anni di pulizia delle coscienze. Nulla di rivoluzionario, sia chiaro, ma tant’è.

Poi… Poi nella terra dei paradossi italici ce n’è uno abbastanza grande da sfiorare l’incredibile. Succede che mentre il premier Mario Draghi ipotizza il riutilizzo massivo dei giacimenti nostrani di gas per fronteggiare la crisi energetica, allineandosi alle strategie di mezza Europa, il Mite respinge 37 richieste per ‘sondare’ il sottosuolo. Pare sia colpa del Pitesai (Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee), battezzato dal governo Conte I, un piano che porterà al blocco di 42 permessi di ricerca su 45. Allargando il discorso, dei 108 giacimenti di gas attivi, solo 21 hanno la garanzie di resistere a questa surreale ‘operazione spugna’, il resto arrivederci e grazie. A rifletterci, più che un paradosso è una forma di (in)cosciente autolesionismo.

Così la ‘cura’ suggerita da Roberto Cingolani, ministro della Transizione Ecologica, finisce per essere un energy mix che contenga di tutto un po’. In questa corsa a fare a meno di gas e petrolio che arrivano dal Cremlino, qualcuno ha avuto il coraggio di invocare l’uso del nucleare. Ora, in Italia accade che appena il discorso cade sul nucleare scoppia il finimondo, la sollevazione è popolare e rumorosa. Ecco perché probabilmente il ministro Cingolani, memore della scottatura di qualche mese fa, ha scelto di sponsorizzare il ‘nuclearino’ che alimenta i propulsori delle navi rompighiaccio. Si tratta degli Small Modular Reactor, che hanno dimensioni contenute, sono maneggevoli, possono essere anche sotterrati, producono energia a basso costo e sembra pure a basso impatto ambientali. E chissenefrega se sulle rompighiaccio nucleari all’avanguardia ci sono proprio i russi… Come direbbe quello là? So’ dettagli…

Nadia Bisson

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