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Energia, Pichetto a Consiglio Ue: “Servono misure urgenti per ridurre costi”

I prezzi alti e la sicurezza dell’approvvigionamento sono stati i temi in cima all’agenda del Consiglio dell’Energia dell’Unione europea che si è svolto lunedì a Bruxelles. Per i ministri dei Ventisette Paesi Ue è stata la prima occasione per confrontarsi sul Piano d’azione per l’energia a prezzi accessibili presentato dalla Commissione europea lo scorso 26 febbraio insieme al Clean Industrial Deal. Due testi che hanno riscontrato il favore del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, sebbene con alcune sottolineature. “Gli alti prezzi dell’energia sono per noi la priorità” e “guardiamo con preoccupazione ai differenziali di prezzo con altri Paesi dell’Unione europea e della stessa Unione rispetto ai Paesi terzi e agli effetti che essi hanno sulla competitività delle nostre imprese, sui nostri cittadini e famiglie”, ha detto Pichetto nel dibattito in sala ai suoi colleghi europei. “Le misure del Clean Industrial Deal e dell’Action Plan for Affordable Energy sono positive, ma risultano nel medio e nel lungo periodo. Servono interventi in grado di abbassare i prezzi nel breve periodo”, ha osservato.

Su questo piano, “l’Italia è pronta a dare il proprio contributo” e ha già qualche idea. Ad esempio, “riteniamo importante agire tempestivamente nel negoziato sulla proposta dei revisione del regolamento stoccaggi”. Si tratta, cioè, del regolamento che è stato adottato nel 2022 e terminerà al 31 dicembre di quest’anno e che prevede che almeno il 90% delle capacità di stoccaggio sotterraneo del gas nel territorio degli Stati membri venga raggiunto entro il primo novembre di ogni anno. Nella proposta di revisione, l’Italia chiede di “introdurre maggiore flessibilità nell’attuazione degli obblighi di riempimento” degli stoccaggi “ed evitare speculazioni che hanno generato alti valori dello spread tra i prezzi invernali e di prezzi estivi”. Inoltre, l’Italia sostiene “con forza l’obiettivo affermato dalla Commissione di favorire il decoupling dei prezzi dell’energia elettrica dal mercato del gas naturale attraverso la diffusione dei contratti a lungo termine, Ppa e i contatti per differenza. Ma anche questi non sono immediati”, ha sottolineato Pichetto.

Rispetto alla sicurezza dell’approvvigionamento, per il ministro “il mutato e incerto contesto geopolitico, con i flussi di gas che oggi in Europa si dirigono da ovest verso est e non più nel senso opposto, ci impone di rivedere l’attuale dimensione regionale della sicurezza e garantire un adeguato livello di preparazione al rischio in caso di interruzione delle forniture di gas”. Per Pichetto, “sarebbe auspicabile la riduzione dell’onere amministrativo per gli Stati membri in termini di obblighi di rendicontazione e risultati, sia per il settore elettrico che per il settore del gas”. Più in generale, poi, a emergere è “l’opportunità di affrontare un tema di grande interesse come la revisione dell’architettura della sicurezza energetica dell’Ue” e qui, secondo Pichetto, “sarebbe opportuno lavorare su una revisione congiunta di entrambi i Regolamenti, sia del settore del gas che del settore elettrico, anche allo scopo di prevenire la mancanza di coordinamento in caso di necessità”. Infine, una “particolare attenzione” devono avere i rischi di sicurezza informatica associati all’ulteriore digitalizzazione delle reti e delle infrastrutture energetiche, mentre sulla sicurezza delle infrastrutture energetiche critiche europee per Pichetto “il ruolo dell’Ue nel coordinamento delle azioni necessarie in caso di incidenti o sabotaggi costituirebbe senz’altro un valore aggiunto”.

Elena Fois

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