“Chiunque sia a Downing Street, continueremo a confrontarci sulla questione costituzionale e sul bisogno che abbiamo di disegnare il nostro futuro e prenderlo nelle nostre mani”. Così Michelle O’Neill, prima ministra dell’Irlanda del Nord, in un colloquio con il Corriere della Sera. “Il 2030 è la data in cui vogliamo che ci sia il referendum sulla riunificazione dell’Irlanda. Fra due anni celebriamo i 30 anni degli accordi del Venerdì Santo, 30 anni di pace e trasformazione in Nord Irlanda: ma ora si richiede il compimento di quegli accordi, che è il referendum. Il Regno Unito si sta frammentando e lo si vede dalle ultime elezioni: il nostro compito è mantenere quella spinta”, aggiunge. E ancora: “Il mese prossimo saranno dieci anni dal referendum per la Brexit: dieci anni di disastro dopo disastro, dieci anni di crisi, di porte girevoli di primi ministri britannici. La Brexit è il miglior esempio di ciò che succede quando le decisioni vengono prese a Londra: in Nord Irlanda abbiamo votato contro, ci hanno portato fuori dalla Ue contro la nostra volontà. Così, mentre andiamo di dramma in dramma, la gente da noi capisce perché deve liberarsi di questa situazione. Sono chiari i limiti dell’essere legati a Londra: vogliamo la fine della divisione, una Irlanda unita in Europa. Un sondaggio recente dice che il 63% della popolazione nel Nord vuole una Irlanda unita nell’Unione europea”.
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