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Trump annuncia attacco a Iran, poi lo sospende: “C’è l’accordo, è approvato da tutti”

Nuova notte di raid sull’Iran, anzi no. Dopo gli attacchi di ieri il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato una nuova ondata di bombardamenti “di massima durezza” con l’obiettivo di conquistare “l’Isola di Kharg” e altri punti strategici delle infrastrutture petrolifere, “assumendo il controllo totale dei loro mercati del petrolio e del gas”. A scriverlo è il tycoon su Truth. Sullo stesso social network, quando il countdown era già partito, però, è arrivato il contrordine: niente raid. “Le discussioni con la Repubblica Islamica dell’Iran sono state portate al più alto livello della leadership iraniana e approvate, in qualità di presidente degli Stati Uniti ho annullato gli attacchi aerei e i bombardamenti previsti per questa sera“, annuncia Trump. Spiegando che “le discussioni e i punti finali sono stati approvati, sia a livello concettuale che nei minimi dettagli, da tutte le parti coinvolte, tra cui Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Pakistan, Bahrein, Kuwait, Giordania, Egitto e altri“. In vigore resterà il blocco navale “fino al completamento di questa transazione“, ma a breve comunicherà “ora e luogo della firma“.

Teheran, da par suo, si era preparato alle minacce di Washington promettendo di reagire a qualsiasi attacco mirato al Paese. “La Repubblica islamica dell’Iran risponderà con fermezza, durezza e dolore a qualsiasi azione o minaccia“, aveva detto Ebrahim Azizi, presidente della commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento. Dopo i raid della notte scorsa, comunque, Teheran aveva previsto la chiusura totale di Hormuz ‘fino a nuovo ordine’. Tanto che l’agenzia marittima iraniana ha avvisato: “Alla luce delle tensioni create dalle forze americane di invasione nella regione e dell’annuncio fatto ieri sera dalle forze armate iraniane, lo Stretto rimarrà chiuso fino a nuovo avviso”. Fortunatamente, l’allarme è poi rientrato, anche se la tensione resta comunque alta, così come l’attenzione.

Intanto, nella notte italiana le forze del Comando Centrale degli Stati Unitihanno iniziato a lanciare ulteriori attacchi di autodifesa contro diversi obiettivi in Iran, su ordine del Comandante in Capo. Gli attacchi sono una risposta all’aggressione ingiustificata e continua da parte dell’Iran“. I raid sono iniziati alle 23.15 italiane. Le forze del Centcom hanno lanciato attacchi contro sistemi di sorveglianza militare, sistemi di comunicazione e siti di difesa aerea iraniani in tutto l’Iran. Mezzi del Corpo dei Marines, dell’Aeronautica e della Marina degli Stati Uniti hanno utilizzato munizioni di precisione contro obiettivi iraniani che “rappresentavano una minaccia per le forze statunitensi e le navi mercantili internazionali in transito nelle acque regionali“.

Il Centcom ha smentito poi le notizie diffuse dai pasdaran sulla chiusura dello Stretto di Hormuz, precisando che “le navi commerciali continuano a transitare dentro e fuori“. E aggiunge che “fonti mediatiche iraniane affermano che l’Iran ha attaccato una nave da guerra statunitense nello Stretto di Hormuz. Falso. Verità: nessuna nave da guerra statunitense è stata colpita“.

Parlando a Fox, Trump ha rivelato che alti funzionari iraniani lo hanno chiamato direttamente per chiedere la cessazione dei bombardamenti. Il presidente ha anche dichiarato che l’operazione statunitense ha comportato il dispiegamento di 49 missili Tomahawk insieme a caccia, con l’obiettivo di colpire sistemi radar e di difesa aerea. Gli attacchi sarebbero stati diretti contro posizioni a circa 65 chilometri da Teheran e lungo la costa sud-occidentale dell’Iran, affacciata sul Golfo Persico. “l’Iran non ha difese”, ha aggiunto poi nel pomeriggio di oggi il presidente americano convinto che, se volesse, potrebbe inviare truppe per invaderlo e conquistarlo “domani”. “Sono finiti – ha affermato – Potremmo entrare domani. Potremmo inviare truppe, ma non voglio truppe sul terreno, tuttavia, se volessi, potremmo mandare un piccolo contingente di soldati e conquistare l’intero Paese” . Ma, ha precisato, “preferirei non colpire ponti e centrali energetiche. Gli iraniani non avrebbero acqua da bere”.

In risposta, secondo i media statali iraniani, l‘Iran sta valutando la possibilità di colpire le attività di Elon Musk in Medio Oriente. Il governo di Teheran, riferisce l’agenzia di stampa Fars, ha infatti accusato gli eserciti di Stati Uniti e Israele di utilizzare i servizi internet forniti da Starlink. Fra gli obiettivi nel mirino dei pasdaran ci sono dunque le stazioni di terra situate in Qatar, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Oman, e gli stessi azionisti di SpaceX

Chiara Troiano

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