E-bus, treni, ciclabili: dal Mims 2 mld per decarbonizzare trasporti

Due miliardi per decarbonizzare i trasporti nelle città nel periodo 2023-2034, uno andrà solo alla mobilità delle aree metropolitane per ridurre le emissioni in 44 Comuni con più di 100mila abitanti. Sul filo di lana del governo Draghi, arriva il decreto del ministro delle mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, che stabilisce criteri e percentuali di riparto del nuovo Fondo istituito con la Legge di Bilancio per il 2022.

Il Fondo sostiene la transizione ecologica dei trasporti, in vista degli obiettivi del ‘Fit for 55’, per il rinnovo degli autobus in senso ecologico, l’acquisto di treni a idrogeno, la realizzazione di piste ciclabili, lo sviluppo dell’intermodalità nel trasporto delle merci, l’adozione di carburanti alternativi per navi e aerei, la trasformazione degli aeroporti, il rinnovo dei mezzi per l’autotrasporto.

Una mossa che “rafforza l’indirizzo politico che ha portato al cambio di nome del Ministero“, spiega Giovannini, e conferma la volontà del governo di “accelerare la transizione ecologica e perseguire con determinazione gli obiettivi di decarbonizzazione del settore dei trasporti”.

Le risorse del Fondo si aggiungono a quelle del Pnrr e del Piano Nazionale Complementare, oltre che ai fondi ordinari del Ministero, e attenuano misure anticipate nel Rapporto ‘Decarbonizzare i trasporti’, pubblicato dal Mims ad aprile scorso.

Il settore dei trasporti in Italia nel 2019 è stato direttamente responsabile del 25,2% delle emissioni di gas serra e del 30,7% delle emissioni di CO2. In particolare, il 92,6% delle emissioni nazionali di tutto il comparto è attribuibile al trasporto stradale di passeggeri e merci, con gli autoveicoli responsabili della quota più rilevante. Tenendo conto degli obiettivi del pacchetto europeo ‘Fit for 55’ di riduzione nel 2030 del 55% delle emissioni nette di CO2 rispetto al 1990 e il loro azzeramento nel 2050, il decreto identifica sei settori di intervento, più rilevanti per ridurre le emissioni inquinanti e climalteranti.

Nel dettaglio, un miliardo di euro pari al 50% del Fondo, viene assegnato a interventi sulla mobilità urbana nelle Città metropolitane e nei Comuni con più di 100mila abitanti, tra i quali: l’acquisto di veicoli elettrici per il trasporto pubblico locale e la realizzazione delle infrastrutture per la ricarica, interventi di pedonalizzazione di aree urbane e per agevolare la mobilità ciclistica, la realizzazione di infrastrutture digitali per la gestione e il monitoraggio dei flussi di traffico. Trecento milioni di euro, pari al 15% del Fondo, sono attribuiti a interventi finalizzati all’abbattimento delle emissioni nel trasporto stradale extraurbano, attraverso la realizzazione delle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici all’interno della rete stradale SNIT non a pedaggio e l’acquisto di mezzi pesanti a zero emissioni. Trecento milioni sono previsti per la riduzione delle emissioni nel trasporto navale, attraverso il refitting delle navi per consentire l’utilizzo del cold ironing (cioè l’elettrificazione delle banchine portuali), l’elettrificazione dei mezzi utilizzati per i collegamenti con le isole e il sostegno a progetti sperimentali per i combustibili alternativi. Duecento milioni di euro (pari al 10% del Fondo) sono destinati a interventi per l’autosufficienza energetica delle infrastrutture aeroportuali e per il sostegno a progetti sperimentali per l’utilizzo di carburanti alternativi nel trasporto aereo.

Centocinquanta milioni di euro (7,5% del Fondo) sono destinati a favorire l’intermodalità nel trasporto delle merci incentivando il cosiddetto shift modale dalla gomma al ferro. Cinquanta milioni di euro (2,5% del Fondo) è indirizzato a interventi di decarbonizzazione delle linee ferroviarie non elettrificate, con l’acquisto di treni a batteria o a idrogeno, proseguendo la sperimentazione avviata con il Pnrr.

Nadia Bisson

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