L’Italia resta fuori dall’alleanza sul nucleare, ma si apre il dibattito

L’Italia non partecipa alla riunione di Stoccolma per rafforzare la cooperazione europea in materia di nucleare e non sigla l’alleanza promossa dalla Francia. Ma il governo Meloni guarda con interesse agli sviluppi della quarta generazione.

In Svezia, la viceministra dell’Ambiente Vannia Gava incontra la ministra francese dell’energia Agnes Pannier-Runacher: “L’idea di un’alleanza dei Paesi che già usano il nucleare come fonte di energia decarbonizzante è interessante. Ho confermato che l’Italia guarda con grande attenzione a questa scelta strategica, parte integrante peraltro del nostro programma elettorale“, ricorda Gava. Le “scellerate scelte” del passato, recrimina, “ci mettono in condizione di rincorrere il futuro, ma ce la faremo. Anche contro i giochetti di alcune burocrazie”. Il vicepremier Matteo Salvini, anche lui nella capitale svedese per il consiglio informale, torna a parlare del dossier, definendo un “drammatico errore” quello dell’Italia che non ha più investito nella tecnologia e ora si trova in difficoltà rispetto ad altri partner europei.

Sarebbe una scelta “intelligente e lungimirante” aderire all’alleanza proposta dalla Francia per il leader di Italia Viva, Matteo Renzi: “Il Pd della Schlein sarà contrario e ci sta“, osserva, ma chiede perché il Governo Meloni con Pichetto Fratin non abbia partecipato. “Io sono a favore del nucleare di nuova generazione, pulito, europeo“, rivendica sull’E-news. La neo-segretaria del Pd Elly Schlein è infatti fermamente contraria al nucleare: “Non è la strada da seguire – spiega nel suo programma – i tempi e i costi di industrializzazione non sono compatibili con gli obiettivi di transizione energetica e di decarbonizzazione“.

Per il Movimento 5 Stelle lo stesso dibattito è “fuori dal tempo“: “Le parole di Matteo Salvini sul nucleare sono uno schiaffo al buonsenso e all’obiettivo europeo di transizione verde e sostenibile“, tuona l’europarlamentare Laura Ferrara. “Definire ‘drammatico errore’ il mancato investimento dell’Italia sul nucleare è offensivo nei confronti della volontà espressa dagli italiani con un referendum e dimostra che le destre al governo sono ancorate al passato. Ciò che è veramente drammatico, a mio avviso, è che ancora si parli di questa fonte di energia pericolosa e che produce scorie radioattive impossibili da smaltire”.

A Roma, però, Gilberto Pichetto Fratin inizia a pensarci, almeno per i rifiuti radioattivi che già si producono. Riceve una delegazione di amministratori della provincia di Alessandria per un confronto sulla Carta Nazionale delle Aree Idonee a ospitare il Deposito nazionale unico. I rifiuti radioattivi a molto bassa e bassa attività, attualmente sono stoccati in depositi temporanei. Al deposito unico confluiranno anche i rifiuti attualmente stoccati temporaneamente e non gestiti da Sogin, che provengono da fonte non energetica (quelli derivanti dalla ricerca, dall’industria e dalla medicina nucleare, che continuano a essere prodotti anche in Italia). Alle amministrazioni, preoccupate che il deposito ricada in aree già critiche dal punto di vista ambientale, il ministro spiega che in questa fase è in corso un confronto con Sogin: “Questo passaggio terrà in considerazione ogni osservazione avanzata dai territori, oltre a quelle formulate dall’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione“, assicura il ministero. Dopo la pubblicazione della Cnai, potranno essere prese in considerazione eventuali autocandidature. La scelta della localizzazione del deposito, si spiega, verrà presa “sulla base di rigorosi criteri tecnici“.

Chiara Troiano

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