Una ricarica dinamica per i veicoli elettrici

Fino a pochi anni fa era la proverbiale missione impossibile, un progetto che sembrava potesse trovare seguito solo in qualche film di fantascienza. Ma da qualche mese c’è stato quel tanto atteso passo verso il futuro della mobilità. Dopo mesi di test, a Chiari (Brescia) è stato dimostrato che la tecnologia Dynamic Wireless Power Transfer (Dwpt) è in grado di ricaricare i veicoli elettrici mentre percorrono corsie stradali dedicate opportunamente attrezzate. Non a caso la sperimentazione è avvenuta all’Arena del Futuro, circuito lungo l’autostrada A35 BreBeMi, per quello che al momento è lo studio pilota allo stadio più avanzato di sperimentazione e che vede cooperare realtà leader del proprio settore di competenza: da Stellantis a Iveco, da Mapei a Prysmian e poi Tim, Abb, Electreon, Fiamm Energy, Pizzarotti. Accanto alle grandi società dell’automative e dell’hi tech si sono impegnati i migliori cervelli del Politecnico di Milano, Università Roma Tre e dell’Università di Parma. In soldoni, la tecnologia Dpwt permette ai veicoli elettrici di ricaricarsi viaggiando su corsie dedicate, grazie ad un innovativo sistema di spire posizionate sotto l’asfalto che trasferiscono direttamente l’energia necessaria ai mezzi (auto, bus ma anche tir). Un sistema di mobilità a ‘zero emissioni’ che include differenti elementi studiati dalle eccellenze industriali per interagire tra loro, quali asfalto, centraline, cavi, veicoli elettrici e connettività 5G. E trasferendo energia direttamente ai mezzi, si azzera la necessità di ricarica batteria nelle apposite stazioni. La rivista Time ha citato il sistema di ricarica induttiva dell’Arena del Futuro come una delle “100 invenzioni più importanti del 2021”. Anche perché oltre che su strade e autostrade, la tecnologia può essere installata in porti, aeroporti e aree di parcheggio.

IL RUOLO DI STELLANTIS

Stellantis e la sua e-Mobility business unit è stata promotrice del progetto: “Il nostro piano strategico Dare Forward 2030 si basa sulla premessa di offrire una libertà di mobilità all’avanguardia per tutti e questo progetto rappresenta la quintessenza di dove vogliamo arrivare come azienda – ha spiegato Anne-Lise Richard, head of global e-Mobility Business Unit di Stellantis – e lavorando con questo straordinario gruppo di partner abbiamo dimostrato che la tecnologia di ricarica induttiva può alimentare il nostro futuro elettrificato“. Secondo Richard, il successo dell’operazione potrà garantire benefici concreti ai mezzi e agli utenti: allungamento della vita utile della batteria, minore ‘ansia da autonomia’, maggiore efficienza energetica, riduzione delle dimensioni delle batterie e “prestazioni eccezionali con una riduzione di peso e costi.

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Per ora Stellantis è riuscita a confermare che un veicolo elettrico (Bev), come la nuova Fiat 500 equipaggiata per mettere alla prova il sistema, “può viaggiare a velocità elevate senza consumare l’energia accumulata nella batteria“. I test dimostrano che l’efficienza del flusso di energia proveniente dall’asfalto e diretto alla vettura “è paragonabile all’efficienza tipica delle stazioni di ricarica rapida“. Altri benefici: si abbattono i tempi di ricarica (non essendo necessaria) e le rilevazioni relative all’intensità del campo magnetico dimostrano l’assenza di qualsiasi effetto su guidatore, passeggeri e pedoni. Prossimo importante test sarà quello con una Maserati Grecale Folgore, versione full electric della casa del Tridente che elettrificherà l’intera gamma entro il 2025. Stellantis ha confermato che la vettura sarà equipaggiata e girerà all’Arena del Futuro per raccogliere dati e svolgere un’analisi dettagliata delle prestazioni.

Partner ideale del progetto è Tim, grazie alle tecnologie offerte dal 5G e dalle soluzioni basate sull’intelligenza artificiale che faciliteranno lo scambio di informazioni tra il veicolo e le piattaforme di gestione, aumentando sicurezza stradale ed efficienza degli spostamenti. “Il sistema di trasferimento induttivo dell’energia del Dwpt – chiarisce Stellantis – non richiede l’uso di cavi esterni, garantendo che il manto stradale rimanga sicuro per il passaggio dei pedoni“.

Giulia Proietto Billorello

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