Primo trimestre in crescita per Poste Italiane. Rivista al rialzo guidance 2026 a 3,4 miliardi

“Abbiamo iniziato l’anno con risultati particolarmente solidi, registrando, nel primo trimestre, ricavi record pari a 3,5 miliardi, in crescita dell’8% anno su anno. Questa performance conferma la solidità della nostra piattaforma e la coerenza della nostra strategia di lungo termine”. L’ad di Poste Italiane Matteo Del Fante è soddisfatto dei risultati del gruppo nel primo trimestre, il quarto consecutivo “concluso con risultati a livelli record”. Merito, dice, del “solido contributo di tutte le divisioni di business, con una raccolta netta nei prodotti di investimento pari a 1,7 miliardi, frutto della robusta performance del comparto assicurativo Investimenti Vita e Previdenza, accompagnata da trend commerciali in continuo miglioramento nel Risparmio Postale e depositi retail stabili”. 

La leadership nei pagamenti digitali, spiega l’ad, “risulta confermata, con una crescita superiore ai livelli di mercato che sottolinea la solidità della nostra piattaforma”. Alla luce della performance positiva nella prima parte dell’anno “e di un contesto di tassi di interesse più favorevole”, Poste “ha rivisto al rialzo la guidance a livello di Risultato operativo (EBIT) Adjusted per il 2026, fissandola a 3,4 miliardi”, annuncia Del Fante.

Nel dettaglio, Poste chiude il primo trimestre 2026 con un utile netto pari a 617 milioni di euro, in crescita del 3,3% anno su anno. I ricavi si attestano a 3,5 miliardi, in crescita dell’8%: ricavi da terzi di corrispondenza, pacchi e distribuzione pari a 1,0 miliardi in aumento del 5,7% su anno. I ricavi da terzi dei servizi finanziari ammontano a 1,6 miliardi (+10,5%), quelli da terzi dei servizi assicurativi si attestano a 469 milioni, mentre i ricavi da terzi dei servizi Postepay ammontano a 425 milioni nel primo trimestre del 2026, in crescita del 6,8% anno su anno.

Le attività finanziarie investite (afi) dei clienti del gruppo hanno raggiunto 606 miliardi, in crescita di 5,3 miliardi da dicembre 2025: solida raccolta netta nei prodotti di investimento e pari a 1,7 miliardi, grazie a trend commerciali favorevoli sul risparmio postale e a depositi stabili. Posizione patrimoniale solida: total capital ratio di bancoposta pari al 24,4% (di cui cet1 ratio pari al 20,9%), leverage ratio pari al 3,3% e solvency ii ratio del gruppo assicurativo Poste vita pari al 294%.

I costi totali sono saliti a 2,8 miliardi e i costi ordinari del personale sono saliti dell’1,4% “riflettendo una maggiore retribuzione variabile e gli aumenti salariali previsti dal contratto di lavoro”. La raccolta netta nei prodotti di investimento “è robusta” e pari a 1,7 miliardi di euro. Il risultato operativo (Ebit) adjusted ha raggiunto un livello record pari a 905 milioni, in crescita del 13,6% anno su anno, come conseguenza di un’attenta razionalizzazione dei costi.

Poste conferma poi le tempistiche dell’offerta pubblica lanciata su Tim: la chiusura “è attesa entro il terzo trimestre del 2026”.

stellantis

Una ricarica dinamica per i veicoli elettrici

Fino a pochi anni fa era la proverbiale missione impossibile, un progetto che sembrava potesse trovare seguito solo in qualche film di fantascienza. Ma da qualche mese c’è stato quel tanto atteso passo verso il futuro della mobilità. Dopo mesi di test, a Chiari (Brescia) è stato dimostrato che la tecnologia Dynamic Wireless Power Transfer (Dwpt) è in grado di ricaricare i veicoli elettrici mentre percorrono corsie stradali dedicate opportunamente attrezzate. Non a caso la sperimentazione è avvenuta all’Arena del Futuro, circuito lungo l’autostrada A35 BreBeMi, per quello che al momento è lo studio pilota allo stadio più avanzato di sperimentazione e che vede cooperare realtà leader del proprio settore di competenza: da Stellantis a Iveco, da Mapei a Prysmian e poi Tim, Abb, Electreon, Fiamm Energy, Pizzarotti. Accanto alle grandi società dell’automative e dell’hi tech si sono impegnati i migliori cervelli del Politecnico di Milano, Università Roma Tre e dell’Università di Parma. In soldoni, la tecnologia Dpwt permette ai veicoli elettrici di ricaricarsi viaggiando su corsie dedicate, grazie ad un innovativo sistema di spire posizionate sotto l’asfalto che trasferiscono direttamente l’energia necessaria ai mezzi (auto, bus ma anche tir). Un sistema di mobilità a ‘zero emissioni’ che include differenti elementi studiati dalle eccellenze industriali per interagire tra loro, quali asfalto, centraline, cavi, veicoli elettrici e connettività 5G. E trasferendo energia direttamente ai mezzi, si azzera la necessità di ricarica batteria nelle apposite stazioni. La rivista Time ha citato il sistema di ricarica induttiva dell’Arena del Futuro come una delle “100 invenzioni più importanti del 2021”. Anche perché oltre che su strade e autostrade, la tecnologia può essere installata in porti, aeroporti e aree di parcheggio.

IL RUOLO DI STELLANTIS

Stellantis e la sua e-Mobility business unit è stata promotrice del progetto: “Il nostro piano strategico Dare Forward 2030 si basa sulla premessa di offrire una libertà di mobilità all’avanguardia per tutti e questo progetto rappresenta la quintessenza di dove vogliamo arrivare come azienda – ha spiegato Anne-Lise Richard, head of global e-Mobility Business Unit di Stellantis – e lavorando con questo straordinario gruppo di partner abbiamo dimostrato che la tecnologia di ricarica induttiva può alimentare il nostro futuro elettrificato“. Secondo Richard, il successo dell’operazione potrà garantire benefici concreti ai mezzi e agli utenti: allungamento della vita utile della batteria, minore ‘ansia da autonomia’, maggiore efficienza energetica, riduzione delle dimensioni delle batterie e “prestazioni eccezionali con una riduzione di peso e costi.

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Per ora Stellantis è riuscita a confermare che un veicolo elettrico (Bev), come la nuova Fiat 500 equipaggiata per mettere alla prova il sistema, “può viaggiare a velocità elevate senza consumare l’energia accumulata nella batteria“. I test dimostrano che l’efficienza del flusso di energia proveniente dall’asfalto e diretto alla vettura “è paragonabile all’efficienza tipica delle stazioni di ricarica rapida“. Altri benefici: si abbattono i tempi di ricarica (non essendo necessaria) e le rilevazioni relative all’intensità del campo magnetico dimostrano l’assenza di qualsiasi effetto su guidatore, passeggeri e pedoni. Prossimo importante test sarà quello con una Maserati Grecale Folgore, versione full electric della casa del Tridente che elettrificherà l’intera gamma entro il 2025. Stellantis ha confermato che la vettura sarà equipaggiata e girerà all’Arena del Futuro per raccogliere dati e svolgere un’analisi dettagliata delle prestazioni.

Partner ideale del progetto è Tim, grazie alle tecnologie offerte dal 5G e dalle soluzioni basate sull’intelligenza artificiale che faciliteranno lo scambio di informazioni tra il veicolo e le piattaforme di gestione, aumentando sicurezza stradale ed efficienza degli spostamenti. “Il sistema di trasferimento induttivo dell’energia del Dwpt – chiarisce Stellantis – non richiede l’uso di cavi esterni, garantendo che il manto stradale rimanga sicuro per il passaggio dei pedoni“.