Categories: AmbienteApertura

La Cop27 si allunga fino a oggi: negoziati ancora indietro

Fumata nera, per il momento, alla Cop27. Il documento finale, previsto per venerdì sera, ancora non è pronto. Ecco perché il vertice si protrarrà anche nella giornata di oggi. Sperando che sia sufficiente e che non si debba continuare a lavorare al testo anche domenica. I negoziati dovranno superare lo stallo sul finanziamento da parte dei Paesi ricchi dei danni climatici già subiti dai Paesi poveri e sulla riaffermazione delle ambizioni climatiche. “Sono ancora preoccupato per il numero di questioni irrisolte, tra cui i finanziamenti, la mitigazione, le perdite e i danni“, ha dichiarato venerdì ai delegati in plenaria il presidente egiziano della Conferenza sul clima, Sameh Choukri. Il ministro degli Esteri egiziano ha quindi annunciato la proroga della Cop, invitando le parti a “cambiare marcia” e a “lavorare insieme per risolvere le questioni ancora aperte il più rapidamente possibile“.

I lavori della conferenza, che si è aperta il 6 novembre a Sharm el-Sheikh, si sono arenati per diversi giorni sulle stesse questioni e i delegati hanno criticato la conduzione dei negoziati da parte della presidenza. Ma almeno su una delle questioni, quella del ‘Loss and damage’, ossia ‘perdite e danni’, sembra emergere una via d’uscita.

Il 2022 ha visto un numero crescente di disastri legati al cambiamento climatico: inondazioni, siccità dei raccolti o mega-incendi. Per anni i Paesi ricchi sono stati molto riluttanti ad accettare finanziamenti specifici, ma giovedì l’Unione Europea ha fatto un’offerta, accettando in linea di principio un “fondo di risposta alle perdite e ai danni“, con alcune condizioni, tra cui quella di riservarlo alle “persone più vulnerabili” e di avere una “base più ampia di contributori“. In altre parole, i Paesi emergenti dotati di ingenti risorse, come la Cina. Allo stesso tempo, gli europei, sostenuti da altri gruppi, chiedono la riaffermazione di forti obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra per limitare il riscaldamento globale. Un’opzione simile è contenuta in una bozza di risoluzione diffusa nella tarda serata di giovedì ed è stata ritenuta accettabile venerdì “con alcune modifiche” dal ministro pakistano per i cambiamenti climatici, Sherry Rehman, attuale presidente del potente gruppo negoziale G77+Cina. Resta da vedere quale sarà la posizione degli Stati Uniti e Cina, le due potenze economiche mondiali e i due più grandi inquinatori, che finora si sono opposti all’idea di un fondo specifico.

Chiara Troiano

Recent Posts

Ex Ilva, Pichetto: Aia meticolosa, ma probabili modifiche a seguito delle gare

"'L'Aia è stata meticolosa, a seguito anche di tante valutazioni che sono pervenute alla Commissione…

10 ore ago

Carbone, Pichetto: Centrali ferme, ma non me la sento ancora di ordinare smantellamento

"Il carbone in questo momento è fermo, non produciamo energia elettrica né a Brindisi né…

10 ore ago

Stellantis, Urso: Con investimenti 2025 e nuovi modelli si potrà tornare a crescere

"Con gli investimenti programmati per il 2025, 2 miliardi negli stabilimenti, e con i nuovi…

11 ore ago

Ex Ilva, Urso: Per piano serve nave rigassificatrice. Scelta nelle mani Comune Taranto

"Ascolto i sindacati e condivido la necessità di coniugare a Taranto ambiente e lavoro. A…

12 ore ago

Pil in calo, consumi nulli: ad agosto il ‘carrello dello spesa’ doppia l’inflazione generale

Il Pil italiano non si riprende, mentre a correre è il 'carrello della spesa'. Ancora…

12 ore ago

Ucraina, Macron: Continueremo pressioni per sanzioni alla Russia

"Parigi e Berlino continueranno a esercitare “pressioni” affinché vengano imposte ulteriori sanzioni alla Russia, ha…

13 ore ago