La produzione francese di mais da granella nel 2026 potrebbe scendere al livello più basso dal 1980, con un raccolto stimato in 9 milioni di tonnellate, in calo del 35% rispetto all’anno precedente. Secondo le prime stime del Ministero dell’Agricoltura francese, la flessione è determinata dalla combinazione tra riduzione delle superfici coltivate e forte calo delle rese, penalizzate dalla siccità e dalle temperature eccezionalmente elevate. La resa media è stimata in appena 70,3 quintali per ettaro, con un impatto particolarmente pesante nelle aree colpite dallo stress idrico durante le fasi decisive dello sviluppo della coltura. Più contenuta la flessione per i cereali a paglia, soprattutto colture invernali come frumento e orzo, che hanno risentito meno delle ondate di caldo estivo ma hanno subito le conseguenze dell’eccesso di piogge durante la stagione invernale. La produzione complessiva è attesa a 46,1 milioni di tonnellate, in calo del 5% su base annua.
(Segue)
Sul fronte commerciale, resta alta l’attenzione sulle esportazioni dalla regione del Mar Nero, ancora condizionate…
Il principale fattore di attenzione resta il clima. Le ondate di caldo e la siccità…
I mercati mondiali dei cereali entrano nella fase decisiva per la campagna commerciale 2026/27, con…
Nella videografica realizzata da GEA, la rilevazione quotidiana sui prezzi medi del carburante in Italia…
L’oro torna a correre e raggiunge i massimi dal 16 giugno, con le quotazioni che…
Il deficit commerciale della Francia si amplia nel secondo trimestre 2026, penalizzato soprattutto dall’aumento del…