“Abbiamo sempre anticipato gli investimenti, non abbiamo mai aspettato che il mercato venisse da noi. Abbiamo puntato tante risorse anche al nostro interno, tanto che abbiamo un ufficio progettazione per la costruzione degli stabilimenti. Negli ultimi cinque anni abbiamo investito 150 milioni di euro sugli Stati Uniti, dove abbiamo 4 stabilimenti”. Lo dice Vittore Beretta, presidente dell’azienda famiglia Fratelli Beretta. Come spiega il Corriere Economia, i prodotti del gruppo con i tre marchi Beretta, Wuber e Viva la mamma — dagli affettati ai salamini, dai würstel ai piatti pronti — arrivano in 70 Paesi, ma proprio il mercato statunitense rappresenta da solo un quarto del giro d’affari. “Gli Stati Uniti sono un mercato chiave per noi: è vero che lì ci sono ottime carni e che rappresenta una consuetudine consumare prodotti derivanti dal suino, ma le tariffe ci possono mettere in difficoltà nella commercializzazione dei prodotti Dop e Igp, che negli Usa valgono oltre il 5% del giro d’affari — prosegue Beretta —. Inoltre, per superare la chiusura delle importazioni da parte dei Paesi dell’Est dei salumi italiani, abbiamo cominciato a esportare dagli Stati Uniti, ma ora dovremo adattarci ai dazi imposti alla Cina”.
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