L’Arabia Saudita dimostra una notevole capacità di tenuta di fronte alla guerra in Medio Oriente e alle gravi interruzioni dei traffici marittimi attraverso lo Stretto di Hormuz, ma nel 2026 la crescita economica è destinata a rallentare sensibilmente. È quanto emerge dall’Article IV Consultation del Fondo monetario internazionale, che riconosce la solidità dei fondamentali macroeconomici del Regno, pur avvertendo che l’evoluzione del conflitto rappresenta il principale fattore di rischio per le prospettive economiche. Dopo un’espansione del Pil del 4,6% nel 2025, favorita dal progressivo allentamento dei tagli produttivi dell’Opec+ e dalla robusta crescita delle attività non petrolifere sostenute dalla domanda interna, il Fondo prevede per quest’anno un rallentamento all’1,7%, con la crescita del comparto non oil attesa al 2,6%. L’inflazione dovrebbe salire moderatamente al 2,2%, riflettendo l’aumento dei costi di trasporto e delle assicurazioni marittime, solo in parte compensato dalla debole dinamica degli affitti e dai tetti ai prezzi di alcuni carburanti e beni alimentari.
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