Le vendite di automobili nuove in Italia continuano a stentare. Guardando i dati del Ministero dei Trasporti, nei primi cinque mesi di quest’anno la flessione rispetto al 2024 è di poco superiore allo 0,5%. Se però ci si rapporta ai volumi del 2019 il crollo va oltre il 20%. C’è chi però se la passa ancora peggio. Secondo le elaborazioni della Fondazione Eni Enrico Mattei sui dati della Plateforme automobile (PFA) e dell’Associazione dei Costruttori automobilistici europei (Acea) in Francia il tonfo rispetto ai volumi precedenti alla pandemia da Covid-19 è del 28%. “Fatto che – come osserva Antonio Sileo, direttore del programma di ricerca Sustainable Mobility della Feem – porta ad un sorpasso storico: da inizio anno infatti si sono immatricolate più auto in Italia che in Francia, più 722 mila contro poco meno di 673 mila. Un distacco – intorno al 7% – che andrà monitorato nei prossimi mesi, ma che trova una prima probabile spiegazione nelle stringenti regole francesi che premiano le auto a zero emissioni di anidride carbonica (CO2), di fatto le elettriche ma non tutte, e penalizzano le altre”.
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