“Oltre la metà della popolazione terrestre vive nelle aree urbane, dove ormai si raggiungono densità da incubo, e abbiamo capito che venire via dalle campagne non ha avuto solo aspetti positivi. Ma era difficile immaginare la faccia feroce delle ondate di calore che uccidono le persone e trasformano le città rendendole i luoghi più invivibili del pianeta. Ciò vale soprattutto per le aree urbane in cui abbondano coperture asfaltate e cemento, in pratica tutte le città più importanti del mondo. Asfalto e cemento rendono roventi le superfici cittadine e non le fanno respirare, mentre i mezzi di trasporto a combustione arroventano l’aria”. Lo scrive in un suo intervento su la Stampa il geologo e divulgatore Mario Tozzi. Si legge ancora. “Gli alberi in città, se opportunamente ubicati e curati, abbattono la necessità di raffrescamento fra il 10 e il 30 %, ma se le ombreggiature sono continue e ottimali si arriva a oltre il 50%. Insieme ai rampicanti che crescono direttamente sui muri, permettono di ricorrere meno ai climatizzatori. Purtroppo però la vegetazione urbana sembra non essere una priorità per i nostri architetti, che non riescono a capire come ci sia bisogno di boschi orizzontali, invece che verticali, nelle aree urbane”.
Se sulle elezioni di Midterm in America sceglie la via della “non ingerenza”, sulla legge…
“La circular economy è una parola bella, molto di moda, però poi per farla veramente…
"La prossima settimana gli esperti di sicurezza degli Stati membri si riuniranno nuovamente a Bruxelles…
"Siamo qui per la 29ª edizione di questa fiera di Ecomondo e da 29 anni…
Prosegue la flessione del gas naturale europeo, con i futures sul Ttf di Amsterdam in…
“Abbiamo obiettivi legati soprattutto alla riduzione dei materiali nei nostri packaging e all'utilizzo di materiali…