“Posso avanzare l’ipotesi che la nuova amministrazione ritenga di aver contribuito alla politica di difesa europea più di quel che sarebbe logico fare, e dunque si aspetta una maggiore autonomia dell’Unione. E poi c’è il tema delle forniture di gas”. Lo dice Tommaso Foti, ministro per i Rapporti con l’Europa, parlando della nuova politica adottata da Donald Trump là dove c’è il sospetto che il presidente americano punti a disgregare la Ue. “Trump per l’Europa è un’opportunità, perché ci costringerà a rispondere con altrettanta forza e rapidità. La cosa importante è presentarsi con una politica industriale e commerciale comune. Ma ci vorrà anche un po’ di tattica, per le ragioni che le dicevo prima: in questo senso Trump è un politico anomalo”, spiega in ul colloquio con La Stampa. E ancora: “Più che ottimista mi reputo un realista. Non è la prima volta che i rapporti fra Europa e Stati Uniti si fanno tesi. E’ accaduto in circostanze persino più drammatiche delle attuali: è accaduto con la guerra in Vietnam, l’invasione dell’Iraq. Facciamo una valutazione fredda della situazione, e domandiamoci quali siano i presupposti di questa guerra annunciata”. Poi sul ruolo nelle trattative di Ursula von der Leyen e Giorgia Meloni sottolinea: “Penso che ciascuna delle due debba esercitare il proprio ruolo. L’unico errore da non fare – lo dico all’opposizione – è temere che la premier possa svolgerlo, un ruolo”.
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