“Il mercato ha battuto Trump. Direi tre a zero, palla al centro: un vero cappotto”. E’ la sintesi del pensiero di Emanuele Grimaldi, al vertice col fratello Gianluca del gruppo omonimo, racchiuso in una intervista a Il Sole 24 Ore. “Il solo fatto che, dopo i dazi Usa, il dollaro abbia perso valore, segnando -10%, e che gli scambi mondiali siano ai massimi storici, tranne che per gli Stati Uniti, che sono l’unico Paese che ha ridotto gli scambi internazionali – e anche in maniera abbastanza significativa – dimostra che Trump non è riuscito a battere la globalizzazione. Semmai il mercato ha battuto Trump. E anche in modo deciso. Dopo la seconda guerra mondiale, il multilateralismo e le organizzazioni mondiali preposte al commercio hanno portato a una crescita della ricchezza senza paragoni nella storia dell’umanità. Quando sono nato, la popolazione mondiale era a 2,5 miliardi di persone, oggi siamo a 8 miliardi. E come è cresciuto il mondo, è cresciuta l’economia, sono cresciuti gli scambi, sono cresciuti i singoli Paesi e il reddito medio è aumentato moltissimo. Tornare indietro sugli scambi, a un rapporto tra Paesi in cui si dice: «tu sei mio amico e allora facciamo così; tu, invece, sei mio nemico e non facciamo così», credo non possa più funzionare”, sottolinea. E poi affonda su trump: “Battuto tre a zero, palla al centro. Un cappotto gli hanno fatto. Del resto, non si capisce neppure il motivo dell’attacco a tutto ciò che è cinese. Nella costruzione di navi, ad esempio, nel dopoguerra gli Usa sono stati leader, poi lo sono diventati gli europei, quindi i giapponesi, poi i coreani e, infine, i cinesi. I prossimi costruttori leader al mondo potranno essere i vietnamiti o gli indiani. Le rivendicazioni protezionistiche o autarchiche non servono. Per gli Usa oggi vale molto più Google che le navi. Costruire una nave negli Stati Uniti attualmente costa quattro volte più che in Cina e con un nolo che, poi, diventa doppio. Peraltro, non è necessario che l’America faccia le navi, a parte, ovviamente, quelle militari, per la sicurezza nazionale. L’importate, per un Paese, è essere competitivo nel complesso: comprare dove è più conveniente e vendere i prodotti in cui si è competitivi. Chi produce del buon vino mica deve produrre, per forza, anche l’olio. Insomma, gli scambi commerciali sono un fortissimo moltiplicatore per tutti i Paesi e aiutano, soprattutto, quelli in via di sviluppo. Le barriere riducono la ricchezza e le prosperità nel mondo”.
"Stiamo dialogando anche con gli Houthi, che vorrebbero capire se è possibile raggiungere un accordo".…
Se l'allarme arriva dal ministro dell'Economia, le antenne non possono che essere dritte. Dopo aver…
Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha scritto…
Il gas europeo risale a 80 euro/MWh con un rialzo del 4,8%, dopo tre sessioni…
Con il rientro dalle vacanze e l'inizio delle scuole la domanda torna a muoversi e,…
Potentia Energy, la joint venture tra Enel e la giapponese INPEX, ha annunciato il completamento…