“Non siamo d’accordo su un sistema tariffario che rischia di penalizzare rapporti fondamentali. Non tanto per il dato economico – perché oggi i numeri ci confermano che, almeno sull’agroalimentare negli Stati Uniti, il disastro che qualcuno annunciava, o forse auspicava, non si sta verificando, per fortuna, in quasi nessun settore del nostro sistema produttivo. Il pericolo più grande è un altro: Stati Uniti e paesi europei sono alleati strategici e condividono la democrazia. Se non comprendiamo che introdurre barriere e dazi tra paesi democratici finisce per agevolare i paesi autocratici, creando lì maggiore sviluppo e ricchezza, mandiamo un segnale sbagliato ai nostri popoli”. Così Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, intervenendo in videocollegamento con l’Assemblea nazionale Coldiretti in corso a Roma.
“Prima si ricordava la Germania degli anni ’30 – continua – quando i “cattivi maestri” cominciano a dire che la Cina è un esempio di efficienza, bisogna rispondere come si rispondeva a chi sosteneva che l’URSS fosse un modello di sviluppo: ‘Vai tu a vivere in un luogo dove le persone non godono delle libertà e della democrazia di cui godiamo noi’. Per questo noi auspichiamo dazi zero con gli Stati Uniti: perché le nazioni democratiche devono facilitarsi reciprocamente la creazione di ricchezza, così da convincere sempre i cittadini che il nostro sistema è il migliore possibile”.
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