“Gli aumenti delle spese militari? Sorpresa: per ora sembrano non esserci. Il Dpfp parte confermando che nel 2025 la spesa militare, stimata dal ministro Crosetto all’1,6% del Pil in un’audizione del dicembre scorso, è magicamente salita al 2%, ‘utilizzando i criteri contabili definiti in ambito Nato, che inglobano anche principi di natura amministrativa’ (magistrale espressione per non dire nulla!), per poi affermare che, pur essendo il governo intenzionato ad aumentare la spesa dello 0,5% del Pil entro il 2028, per ora ‘non si ritiene possibile riuscire a definire puntuali programmi di spesa già nella prossima legge di bilancio'”. Lo scrive in un suo editoriale su Il Corriere della Sera, l’economista Carlo Cottarelli. Che poi aggiunge: “Insomma, non è chiaro ancora quanto e come si spenderà per la difesa, ma quasi certamente un eventuale aumento della spesa nel 2026 sarà finanziato in deficit attivando la clausola di salvaguardia proposta dalla Commissione Europea, l’unica forma di spesa per cui non ci viene richiesto di trovare una copertura (anche se il debito che faremo sarà comunque a carico nostro)”.
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