Antonio Misiani, responsabile Economia del Pd, boccia il ministro Giorgetti che parla della possibilità di uno scostamento di bilancio per finanziare l’aumento della spesa militare: “I nodi stanno venendo al pettine. A causa del pessimo accordo firmato da Giorgia Meloni in sede Nato, solo per compiacere Donald Trump. Un accordo molto oneroso nel breve periodo, insostenibile nel medio e lungo”, dice nell’intervista a La Stampa. “Parliamo di un aumento enorme delle spese per la difesa, già nell’immediato: 3 miliardi e mezzo quest’anno, per salire a 12 miliardi nel 2028. Per capirci, è il quadruplo di quanto appena stanziato in manovra per la misura più importante, cioè il taglio dell’Irpef. Di fatto, l’aumento delle spese militari è l’unica vera scelta di bilancio fatta dal governo per i prossimi anni, con buona pace di sanità, scuola e lavoro”, aggiunge Misiani.
Poi sulla possibilità di votare contro se mai dovesse arrivare in Parlamento la proposta di scostamento di bilancio per le spese militari, Misiani spiega: “Non c’è ancora nulla di concreto, se arriverà valuteremo, ma emergono già divisioni dentro la maggioranza. Personalmente sono per votare no a uno scostamento legato a un accordo Nato che abbiamo contrastato tutti con forza nel Pd. La spesa crescerà per comprare armi americane, mentre un progetto di difesa europea sarebbe molto più efficace e molto meno costoso”.
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