“La preoccupazione c’è. Io stesso ho dovuto rinunciare a quelle luci colorate che rendono ancora più suggestiva quella parte della città che è una forte attrattiva per chi viene a visitarla. E ci sono tante altre di misure allo studio”. Così il sindaco di Bari e presidente dell’Anci Antonio Decaro, in un’intervista al Corriere della Sera, parla di ciò che succederà il prossimo inverno a causa dell’emergenza energetica nelle città d’Italia: “Si pensa a ridurre l’intensità luminosa, solo in alcune zone e solo durante la notte. Ma si può fare solamente con determinati lampioni che hanno la tecnologia adatta”. Il rischio è che le città restino al buio? “I Comuni non hanno molte opzioni. Le luci sono state sostituite un po’ ovunque, almeno in parte, con quelle a led che consumano un quarto di meno. Buona parte dell’efficientamento energetico delle scuole lo abbiamo fatto, con risorse venute del project financing”. E l’eventuale partenza di comunità energetiche è una misura studiata “per favorire piccole città. E comunque noi abbiamo un problema immediato. Rischiamo di non poter accendere i riscaldamenti o di tagliare i servizi sociali”. E lancia l’allarme: “Le risorse dei Comuni sono finite ad agosto. Anche tenendo conto dei 300 milioni ricevuti come misura di ristoro dal Covid, servono almeno altri 350 milioni. Altrimenti dovremmo tagliare i servizi pubblici”.
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