“Ci sono ritardi, è vero. Ma non partiamo da zero: esiste uno stock importante di progetti autorizzati o autorizzabili a cui bisogna dare seguito. Non pensiamo solo al solare: si è trascurato l’idroelettrico. Abbiamo dighe e accumuli, soprattutto nel Centro-Sud, che non producono energia. Dobbiamo far sì che siano gestiste sia come risorsa idrica sia per la produzione. Sono una batteria per l’Italia”. Lo dice Nicola Dell’Acqua, presidente di Arera, in una intervista a Repubblica parlando di rinnovabili. Poi sui costi degli oneri di sistema aggiunge: “Inizieranno a calare dal 2028 perché finiscono alcuni incentivi avviati ormai più di quindici anni fa. I nuovi meccanismi peseranno meno. Come Arera si è già fatto uno sforzo per non far crescere gli oneri fino allo scorso giugno”. C’è spazio per una riforma tariffaria e per controlli più incisivi: “Prima va capito dove sono i difetti. La rete italiana funziona, costa relativamente poco e si sta dimostrando efficiente nel gestire in sicurezza la transizione energetica: sono possibili miglioramenti e stiamo già lavorando per promuoverli, ma il bersaglio restano i prezzi di mercato. Quanto agli operatori, qualcuno potrebbe aver approfittato della crisi: noi monitoriamo e facciamo rispettare le regole, rafforzando le tutele previste per i clienti finali. Interverremo anche sulla formazione del prezzo”.
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