“Se il governo ha fatto bene a rilanciare il gas nazionale? Assolutamente sì, il vero delitto è
che non sia stato fatto molto prima”. Lo dice Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia. Nell’intervista a Il Giornale, Tabarelli aggiunge: “«Noi abbiamo un disperato bisogno di gas, fino all’anno scorso ne importavamo circa 73 miliardi di metri cubi a fronte di una produzione nazionale di 3 miliardi. Ora ci troviamo con fatica a raddoppiare la produzione a 6 miliardi. Purtroppo non è un granchè, soprattutto se pensiamo che in Italia ci sono almeno 40 miliardi di metri cubi sicuri e potremmo arrivare come nel 1994 a una produzione annua di 21 miliardi. Il provvedimento del governo va nella giusta direzione, ma non sarà risolutivo. È il risultato di chi ha sempre osteggiato certi investimenti, come le associazioni ambientaliste che contano tanto in Europa e i partiti di sinistra”. Tabarelli guarda poi a fonti energetiche alternative, come il nucleare. “Ci sono buoni auspici, come per il nucleare da fusione. Al momento però quello che abbiamo concretamente è il nucleare da fissione di grandi dimensioni. Si stanno costruendo alcune centrali in Francia e in Regno Unito. C’è solo questo. Lo possiamo considerare come alternativa forse tra dieci anni, ma il nuovo nucleare per adesso non c’è”.
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