L’inflazione complessiva nell’eurozona dovrebbe salire al 2,8% nel 2026 e al 2,3% nel 2027, al di sopra delle stime prebelliche rispettivamente di 0,8 e 0,4 punti percentuali. Lo rileva il Fondo Monetario Internazionale, secondo cui “i rischi sono orientati verso una crescita più debole e un’inflazione più elevata. Uno shock energetico ancora più persistente potrebbe far aumentare ulteriormente l’inflazione e le aspettative di inflazione, mentre un calo della fiducia o tensioni finanziarie potrebbero indebolire la domanda”. Una recrudescenza del conflitto in Medio Oriente o ritardi nella riparazione delle infrastrutture energetiche, l’intensificarsi delle ostilità in Ucraina e ulteriori adeguamenti delle politiche commerciali “rappresentano ulteriori rischi al ribasso”.
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